martedì 10 settembre 2013

Il cammello, meraviglia del deserto


PER milioni di abitanti delle aride regioni dell’Asia e dell’Africa, il cammello è l’animale più importante. Esso fornisce cibo, vestiario e riparo, ed è il principale mezzo di trasporto, oltre ad essere impiegato come animale da tiro per scopi agricoli.
I cammelli tirano l’aratro, fanno girare ruote idrauliche per scopi d’irrigazione o arrancano nel deserto sotto pesanti carichi. Danno latte e formaggio, e il grasso della gobba viene usato al posto del burro. A volte i cammelli vengono macellati e la loro carne ha un sapore alquanto simile a quello del vitello. Il pelo del cammello viene tessuto e la stoffa che si ricava viene utilizzata per abiti, coperte e tende. Dalla pelle si ricavano vari articoli di pelletteria, incluse calzature e selle. Neppure le ossa sono dimenticate. Essiccate, se ne possono fare oggetti artistici. Lo sterco dell’animale può essere impiegato come combustibile.
Delle due principali varietà di cammelli, il cammello a due gobbe della Battriana è il più forte. Avendo peli più lunghi e ispidi del cammello a una gobba dell’Arabia, il cammello della Battriana resiste meglio al freddo. Con un carico di oltre 180 chilogrammi, questo animale può percorrere una distanza di una cinquantina di chilometri al giorno alla velocità di 3-5 chilometri all’ora.


Il dromedario, un cammello a una gobba dell’Arabia allevato come cavalcatura e come animale da corsa, può correre nel deserto alla velocità di sedici chilometri all’ora e coprire una distanza di 160 chilometri al giorno. Poiché il cammello marcia portando avanti insieme i due arti destri e poi i due arti sinistri, è molto scomodo cavalcarlo quando va a forte velocità. Il movimento ondulatorio può far venire il “mal di mare” a chi lo cavalca. Non senza buona ragione, quindi, i cammelli sono stati definiti “navi del deserto”.
Queste creature non hanno esattamente quello che si dice un buon carattere. Guai all’uomo che maltratta questo animale! Anche se passano molti giorni, non deve sorprendersi se il cammello che ha maltrattato gli sputa in faccia. Quando è caricato, si lamenterà e poi borbotterà e gemerà rumorosamente per alzarsi.
Adatto al deserto
Questi animali sono proprio adatti a vivere in zone desertiche. I fitti peli gli offrono un ottimo isolamento dal sole cocente di giorno e dal freddo di notte. Dalla nascita il cammello ha sul petto e sui ginocchi chiazze senza peli che in pochi mesi si trasformano in cuscinetti duri, spessi e coriacei. Quando l’animale si appoggia su questi cuscinetti, gli proteggono le ginocchia e il petto. I piedi del cammello consistono di larghi cuscinetti, da ciascuno dei quali si estendono due dita. Quando l’animale è in marcia, questi cuscinetti si allargano, impedendogli di sprofondare nella sabbia soffice e cedevole del deserto.
I cammelli non sono infastiditi dalla polvere e dalla sabbia quando soffia il vento. Perché? L’animale può chiudere a piacere le lunghe e sottili narici. Lunghe ciglia e pesanti palpebre riparano gli occhi. E gli orecchi? Possono riempirsi facilmente di sabbia? No. Gli orecchi sono piccoli, situati molto indietro nella testa e coperti di peli sia fuori che dentro.
Nemmeno il cibo rappresenta un problema per il cammello. Esso ha un rivestimento così duro all’interno della bocca che può mangiare la pianta più spinosa senza farsi male. Inoltre, i denti robusti gli permettono di mangiare quasi tutto.
La gobba del cammello, che può arrivare a pesare trentasei chili o più, è costituita soprattutto di grasso. È una specie di dispensa ambulante. Quando l’animale deve attingere notevolmente a questa riserva di cibo, la gobba si rimpicciolisce. In certi casi, penderà infine da una parte dell’animale come un sacco vuoto. Quando il cammello ha di nuovo la possibilità di mangiare e riposare, la gobba si riempie.
Quando l’acqua c’è, il cammello ne berrà da 20 a 25 litri al giorno. Ma una caratteristica rimarchevole è la sua capacità di tirare avanti per lunghi periodi senza bere. Si sa di alcuni cammelli che hanno viaggiato per otto giorni, carichi, senza bere acqua. Il record è trentaquattro giorni.
Come fa il cammello a sopravvivere senza bere acqua? Non immagazzina acqua nella gobba, né nello stomaco. Naturalmente, con la vegetazione che mangia introduce un po’ d’acqua nell’organismo. Comunque, la sua resistenza si spiega a quanto pare con la capacità di conservare acqua nell’organismo e di perdere moltissima umidità senza cattive conseguenze. La temperatura del cammello può salire di sei gradi centigradi senza che sorgano problemi notevoli. L’uomo è in gravi difficoltà quando perde una quantità d’acqua equivalente a un decimo del suo peso, ma il cammello può tollerare una perdita d’acqua equivalente a un quarto del suo peso. Questo perché l’animale perde acqua soprattutto dai tessuti. La perdita d’acqua dal sangue è trascurabile. Nell’uomo, invece, l’umidità viene persa sia dai tessuti che dal sangue. La differenza notevole fra il sangue dell’uomo e quello del cammello è la forma dei globuli rossi. I globuli rossi dell’uomo sono a forma di disco, mentre quelli del cammello sono ovali.
Dopo essere rimasto senz’acqua per un periodo prolungato, un cammello è capace di bere più di cento litri d’acqua in una decina di minuti. Allora si trasforma in breve
tempo da creatura emaciata in un animale in condizioni normali. Questo perché l’acqua passa nei tessuti.
Il cammello è davvero un animale sorprendente, essendo magnificamente dotato per vivere nelle zone desertiche. Ha reso all'uomo un buon servizio per molti secoli e continuerà senz'altro a renderglielo nelle regioni più aride della terra.





Come fanno i cammelli a sopportare il caldo
♦ Il professore di fisiologia Knut Schmidt-Nielsen fece uno studio sui cammelli del deserto del Sahara. Le sue scoperte rivelano come il cammello, meravigliosamente progettato dal suo Creatore, riesce a sopportare l’estremo caldo del suo ambiente:
“Nell’ardente calore del deserto un oggetto inanimato come una roccia può raggiungere la temperatura di oltre 65 gradi C. In tale ambiente il cammello, come l’uomo, mantiene una tollerabile temperatura del corpo mediante la traspirazione. Ma mentre la temperatura dell’uomo rimane praticamente costante man mano che la giornata diventa più calda, la temperatura del cammello aumenta lentamente fino a 40 gradi circa. Mentre la temperatura del cammello sale, l’animale suda pochissimo; solo quando la sua temperatura arriva a 40 gradi esso suda abbondantemente. L’elevata temperatura del cammello riduce pure il suo assorbimento di calore, ciò che naturalmente dipende dalla differenza tra la temperatura del suo corpo e quella dell’ambiente.
“Il cammello riduce ancora di più la pressione del calore sul suo corpo facendo scendere la sua temperatura al di sotto del normale nella fredda notte del deserto. All’alba la sua temperatura è forse scesa fino a 34 gradi. Così passerà gran parte della giornata prima che il corpo dell’animale si riscaldi fino a 40 gradi e cominci a sudare. Come risultato della sua variabile temperatura corporale il cammello suda pochissimo eccetto nelle ore più calde del giorno, mentre nello stesso ambiente l’uomo suda quasi dall’alba al tramonto. . . .
“Il cammello riduce ancora di più la pressione del calore mediante i peli che gli fanno da isolante. Anche d’estate, quando il cammello perde buona parte della lana, ne conserva uno strato di parecchi centimetri sul dorso dove batte il sole. Quando si tosa la lana di un cammello, scopriamo che l’animale tosato produce il 60 per cento di sudore in più rispetto ad uno non tosato. . . .
“La gobba del cammello pure aiuta indirettamente a diminuire la pressione del calore sull’animale. Quasi tutti i mammiferi possiedono una riserva alimentare sotto forma di grasso, ma nella maggioranza di essi il grasso è equamente distribuito sul corpo proprio sotto la pelle. Avendo il grasso concentrato in un solo punto il cammello è privo di isolante fra corpo e pelle, dove avviene il raffreddamento per evaporazione. L’assenza di isolante facilita il flusso di calore verso l’esterno, così come la lana isolante rallenta il flusso del calore verso l’interno”.





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