sabato 2 giugno 2012

IL TAPIRO: cocomero con le zampe


CON tutta probabilità non avete mai visto un tapiro, perché questo docile animale si trova solo in luoghi isolati dell’America Centrale e Meridionale e nella parte meridionale dell’Asia. Il tapiro è grande più o meno quanto un asino, ma con le sue corte zampe somiglia di più a un maiale. Uno zoologo ha paragonato i piccoli a “cocomeri striati con le zampe”.

I tapiri sono lunghi da 1 metro e ottanta a 2 metri e quaranta e alti da 80 centimetri a poco più di 90 centimetri, con un peso che può andare dai 230 ai 290 chili. Ha il corpo robusto, il collo massiccio e la coda corta. Gli occhi sono piccoli e la vista è debole. Il muso si allunga formando una corta e mobile proboscide di cui il tapiro fa buon uso nel brucare. Di tutti i grandi animali del mondo sono forse quelli più indifesi.

Normalmente, questo timido animale se ne sta nelle parti più fitte della foresta, evitando così potenziali nemici come il giaguaro o la tigre. Quando un giaguaro assale un tapiro, si dice che quest’ultimo corra immediatamente a nascondersi nel fitto sottobosco. In questo modo il giaguaro è trattenuto dall’intricata vegetazione del sottobosco. Avendo la cute spessa, che si rimargina in fretta, generalmente il tapiro non riporta ferite gravi.

I tapiri vivono sempre vicino a un fiume o a un lago, e passano la maggior parte del loro tempo a nuotare e a sguazzare nell’acqua, oltre che a voltolarsi nel fango. Questo permette loro di trovare refrigerio dalla calura e di liberarsi dai molesti insetti comuni nei tropici. Nonostante il corpo pesante, quando è necessario corrono velocemente. Il corpo robusto e solido con il suo corto collo è perfettamente adatto all’ambiente e permette all’animale di addentrarsi facilmente nel folto della vegetazione.

Nell’America Centrale e Meridionale ci sono tre specie di tapiri: il tapiro di Baird, il tapiro americano e il tapiro delle Ande, mentre nell’Asia sudorientale c’è il tapiro dalla gualdrappa. Fossili trovati in Europa, in Cina e negli Stati Uniti confermano che un tempo c’erano tapiri in tutte le parti del mondo.

In genere i tapiri sono animali scontrosi. Vivono soli o a coppie e di rado se ne vedono insieme più di tre salvo che negli zoo. Anche lì prestano poca attenzione l’uno all’altro. Essendo erbivori, si nutrono esclusivamente di arbusti terrestri o di vegetazione acquatica. Hanno una particolare predilezione per il sale e percorreranno lunghe distanze per raggiungere un luogo ricco di sale. Questi animali essenzialmente notturni possono vivere fino a 30 anni.

Sembra che i tapiri si riproducano in qualsiasi stagione, e nasce un solo piccolo a ogni parto dopo 13 mesi di gestazione. I tapiri giovani hanno un mantello bruno-rossastro percorso nel senso della lunghezza da macchie e strisce gialle e bianche, ciò che permette loro di mimetizzarsi molto bene nella fioca luce delle foreste tropicali.

Questa colorazione scompare di solito prima che compiano un anno; dopo di che il tapiro dalla gualdrappa è nero con una larga fascia bianca tutt’attorno ai fianchi, mentre i tapiri sudamericani sono color grigio scuro o marroni.



Pericolo di estinzione

L’uomo dà la caccia ai tapiri per la carne, in genere di notte quando questi animali sono più attivi. A volte viene sparso sale per attirare l’animale. Dopo aver leccato il sale, il tapiro si dirige verso il più vicino corso d’acqua. Per renderlo un bersaglio più facile, i cacciatori gli proiettano un fascio di luce negli occhi, accecandolo temporaneamente.

La sua carne, non molto grassa e a quanto si dice molto gustosa, è spesso arrostita sul fuoco all’aperto. Anche la pelle, dura e resistente, è preziosa; viene impiegata per fare fruste, lazo e briglie. Alcuni indios del Brasile tengono il tapiro in casa, come animale domestico.

A causa della caccia che l’uomo ha dato ai tapiri per la carne o per sport, e specialmente perché ha ridotto il loro habitat nella foresta, in molte zone dove un tempo abbondavano oggi è raro vederli. Così il tapiro delle Ande, quello di Baird e quello dalla gualdrappa sono ora nell’elenco delle specie in pericolo.




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