martedì 21 febbraio 2012

La Cicogna: Un uccello "leale"

LA CICOGNA — tradizionale annunciatrice della primavera nonché portatrice della fortuna e dei bimbi — occupa da lungo tempo un posto speciale nei miti e negli affetti dell’uomo. Il volo aggraziato, la predilezione per gli insediamenti umani e l’utile funzione che svolge nel tenere sotto controllo gli insetti nocivi all’agricoltura sono tutti fattori che hanno contribuito a rendere popolare questo uccello.
Ma forse le sue caratteristiche più accattivanti sono la fedeltà al nido, a cui torna ogni anno, e la lealtà al compagno, a cui resta legata tutta la vita. Infatti in ebraico il suo nome significa “leale” o “uno di amorevole benignità” perché, come spiega il Talmud, è una creatura che si distingue per l’affetto che nutre verso il compagno.


Grazie a questa fama, quasi duecento anni fa la cicogna era una specie protetta in Olanda e, a quanto viene riferito, si potevano vedere cicogne domestiche incedere impettite nel mercato del pesce dell’Aia. In seguito divenne l’uccello nazionale della Germania. E oggigiorno, in molte cittadine europee, vengono erette piattaforme sui tetti per incoraggiare questo amichevole uccello a farvi il nido. Le cicogne sono vicini graditi!
Arrivi e partenze
Alcune cicogne europee svernano nell’Africa occidentale a sud del Sahara, mentre altre si spingono fino al Sudafrica. Cominciano il lungo viaggio verso sud in agosto. Non essendo robuste volatrici, fanno il viaggio a tappe. Preferiscono migrare in gruppi di varia grandezza, e spesso le cicogne di una certa zona si riuniscono tutte prima di partire per la migrazione. Essendo tra i primi uccelli migratori a tornare a nord, arrivano al proprio nido verso febbraio o marzo.
La distanza che percorrono ogni anno — in certi casi oltre 16.000 chilometri fra andata e ritorno — è sorprendente, tanto più se si considera che fanno la maggior parte del viaggio col volo planato. Come i grossi rapaci, si servono delle correnti ascendenti d’aria calda per raggiungere le alte quote, dopo di che si avvalgono delle larghe ali per percorrere senza sforzo lunghe distanze col volo planato, battendo solo di rado le ali.


Una caratteristica della migrazione delle cicogne che non ha uguali è il passaggio sopra il Mediterraneo. Preferiscono non avventurarsi sopra il mare, dove le correnti ascendenti d’aria calda mancano. Così ogni agosto migliaia di cicogne si radunano per effettuare la traversata nei due punti dove il tratto di acqua è più breve (lo stretto di Gibilterra e il Bosforo). È sorprendente che il lungo viaggio sopra il deserto del Sahara non le spaventi quanto i 14 chilometri di acqua che separano la Spagna dall’Africa: possono impiegare ben cinque ore per percorrerli.

Un nido straordinario


Per secoli i tetti, le chiese e i camini d’Europa sono stati i luoghi preferiti dalle cicogne per nidificare, anche se oggi si accontenteranno a volte di un palo della luce.


Sia il maschio che la femmina costruiscono pazientemente il nido, una struttura straordinaria che può benissimo dare l’impressione di essere lì lì per precipitare. Ma le apparenze ingannano, e questi grandi nidi cadono di rado, anche durante le più violente tempeste. I nidi sono così resistenti che ogni anno, al loro ritorno, le cicogne impiegano di solito appena una settimana o poco più per fare piccole riparazioni nella loro dimora.
Questo lavoro di riparazione, consistente nell’aggiungere rametti e altro materiale, è compiuto di solito da entrambe le cicogne appena tornano dal luogo dove hanno svernato. E infine è questo lavoro di riparazione a provocare la fine del nido, che crolla sotto il proprio peso. A quel punto il nido può essere alto fino a due metri e avere un diametro di un metro o più.
Come i genitori tornano al nido ogni primavera, così i piccoli cercano di trovare un luogo il più vicino possibile a quello dove sono nati. Accade pertanto che alcuni vecchi edifici ospitino una dozzina o più di nidi enormi, tutti occupati dai discendenti di un’unica coppia originaria.


L’attuale triste situazione della cicogna
Malgrado i tentativi compiuti in molte cittadine europee affinché le cicogne vi si sentano bene accette, il loro futuro appare tutt’altro che roseo. Nel secolo scorso c’erano circa 500 nidi in Svizzera, ma ora ne restano pochi. Un analogo quadro deprimente emerge in Svezia, Olanda, Danimarca e Germania, dove il loro numero sta diminuendo in modo inquietante. In Spagna, dove è ancora comune vederli, i nidi occupati sono diminuiti della metà in soli dieci anni. Secondo le stime, l’intera popolazione europea delle cicogne oscilla fra le 10.000 e le 20.000 coppie appena. Cosa sta succedendo a uno degli uccelli preferiti dall’uomo?
Pare dipenda da molti fattori, ma la maggioranza di essi ha a che fare con la distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo. Nei luoghi dove svernano in Africa le cicogne sono spesso cacciate e uccise per la carne: una tragedia ecologica, visto che le cicogne passano i mesi invernali ingozzandosi di sciami di cavallette che tanto danneggiano le vitali colture africane. Intanto in Europa le uova infeconde, rese tali dall’esteso uso di pesticidi, e la riduzione dei luoghi dove trovare nutrimento hanno fatto diminuire il numero dei piccoli che crescono ogni anno. Inoltre, le linee elettriche mettono a repentaglio la vita di molti grossi volatili, e molti altri cadono sotto i colpi dei cacciatori dal grilletto facile.
I fautori della conservazione dell’ambiente stanno tentando di proteggere la cicogna, ma perché un programma dia risultati ci vuole la cooperazione di molte nazioni, qualcosa che non è facile ottenere. Chi ama la creazione di Dio ha fiducia che le maestose ali della cicogna non spariranno mai dai cieli e che la primavera continuerà ad essere annunciata da questo socievole e leale uccello.

Le cicogne e i bambini
Per secoli è stato detto ai bambini che erano le cicogne a portare i neonati, e le cicogne compaiono ancora sui biglietti di congratulazioni inviati ai genitori quando nasce loro un bambino. Dove ha avuto origine questa favola?
Sembra che l’idea si basi su due leggende. Molto tempo fa alcuni notarono che le cicogne apparivano ogni anno in modo apparentemente miracoloso nello stesso tempo. Qualcuno pensò che andassero a trascorrere i mesi invernali in Egitto e che divenissero uomini, solo per tornare ad essere uccelli in primavera (questo spiegava il loro attaccamento alle dimore degli uomini).
Fu pure notato che le cicogne passavano la maggior parte della giornata a sfamarsi nelle zone paludose, che si diceva fossero il luogo di dimora delle anime dei neonati. Poiché le cicogne erano uccelli molto premurosi verso la prole, non ci volle troppa immaginazione perché la gente mettesse insieme fatti e fantasia e concepisse l’idea che i bambini erano portati dalle cicogne.



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