sabato 24 novembre 2012

"SIRENE" VIVENTI



NEL gennaio del 1493 Cristoforo Colombo esplorava la parte nordoccidentale di quella che è oggi la Repubblica Dominicana. All’improvviso scorse tre grosse creature marine che solcavano lentamente le limpide acque di un fiume. Si pensa che fosse sulla riva di quello che oggi è chiamato Rio Yaque del Norte.
L’eccitazione di Colombo per l’avvistamento spinse il suo cronista a scrivere che l’ammiraglio “ha detto di aver visto tre sirene . . . non erano così belle come le dipingono benché avessero qualcosa del volto umano”. Il cronista disse inoltre che in precedenza Colombo aveva visto delle “sirene” al largo della costa dell’Africa occidentale.
Credenza diffusa
In quei giorni, si diceva che fosse normale per i marinai vedere le fantastiche sirene. Su di loro circolavano molte favole. Durante tutto il medioevo in Europa si raccontavano storie su queste creature metà donna e metà pesce che sposavano uomini, facevano naufragare le navi, causavano inondazioni e altre disgrazie.
Stando a quanto si diceva, le sirene avevano poteri magici e profetici, lunga vita e amavano la musica. Guai ai mortali che offendevano le sirene o accettavano doni da loro, poiché sarebbero sicuramente andati incontro a una calamità! Per esempio, sul Reno vicino a Sankt Goarshausen, nella Germania Occidentale, c’è una rupe denominata Lorelei, dal nome della sirena leggendaria che si supponeva avesse fatto annegare molti marinai ignari perché aveva avuto un amore sfortunato.
La credenza nelle sirene era così radicata che appena nel 1800 alcuni furono vittime di burle. Nel 1842 P. T. Barnum, proprietario del famoso circo, accumulò una fortuna esponendo una sirena imbalsamata. Nello stesso periodo, una società giapponese sfruttò la credulità del pubblico vendendo sirene imbalsamate che asseriva fossero state prese dai pescatori.
Dove e quando avessero origine le storie delle sirene è avvolto nel mistero. Risalgono a tempi molto antichi e sono presenti nel folclore di quasi ogni paese. Comunque, i ricercatori hanno confrontato i particolari delle leggende con le abitudini conosciute di certe creature marine e sono giunti alla conclusione che forse certi incontri fra l’uomo e un animale veramente esistente sono stati travisati e così sono nate le sirene. Si ammette che le saghe delle sirene si basano su descrizioni superstiziose di grossi e giocondi mammiferi dell’ordine dei Sirenii.
In effetti, questo mammifero ha una caratteristica umana che in certo qual modo lo fa apparire come una vera e propria sirena vivente. Le femmine allattano i piccoli in superficie cullandoli con gli arti anteriori mentre succhiano le mammelle situate nel petto. Immaginate l’impressione che devono aver avuto alcuni marinai da lontano vedendo questi mammiferi ballonzolare su e giù nell’acqua con un piccolo al petto. Nella loro mente, doveva essere una sirena.
I Sirenii somigliano difficilmente a creature umane. Hanno il corpo affusolato, con testa piccola e grandi pinne orizzontali. Hanno una pelle spessa e grigiastra e il muso quadrato e setoloso. Variano in lunghezza da due a quattro metri e mezzo e raggiungono il peso di ben 680 chilogrammi.
Non è proprio la silhouette di una bella fanciulla, non vi pare? Comunque, il nome scientifico di questi mammiferi conserva qualcosa del leggendario passato delle sirene.

Famiglia poco numerosa
Essendo stati avvistati tanti di questi mammiferi nel corso degli anni si può pensare che ce ne debbano essere parecchi negli oceani della terra. E in passato erano numerosi. Infatti al principio del secolo scorso fu avvistato al largo della costa australiana un immenso branco di Sirenii largo cinque chilometri e mezzo e lungo due chilometri e mezzo. Ora non ne esiste più un numero così grande in un solo luogo. Ci sono soltanto quattro specie di Sirenii e sono sparsi in numero ridotto nelle regioni tropicali.
Tre specie vivono in zone isolate lungo la costa americana della Florida, nel Mar dei Caraibi, presso l’Africa occidentale e nel Rio delle Amazzoni. Questi mammiferi sono noti più comunemente col nome di lamantini o manati, nome quest’ultimo che deriva dalla parola indiana manati, che significa “petto”. Evidentemente nel XVIII secolo i manati erano così numerosi nei pressi di Puerto Rico che venne dato il loro nome a una città e a un fiume.
Voraci
Nel menu di questo mammifero potete trovare quasi ogni varietà di pianta marina. Strettamente vegetariani, passano quasi otto ore tutti i giorni a saziare il loro vorace appetito di alghe marine, giacinto, zostera e foglie e steli di altre piante acquatiche. Consumano da 27 a 45 chili di cibo al giorno. In media, i Sirenii consumano un chilo di cibo per ogni dieci chili del loro peso.
Nessuna pianta acquatica si salva dai Sirenii, con le loro labbra superiori provviste di possenti muscoli per strappare gustosi bocconcini. Non importa se le piante crescono in acqua dolce o salata, sopra o sotto la superficie dell’acqua o anche lungo gli argini dei fiumi a una trentina di centimetri dal pelo dell’acqua. Nonostante la loro mole, i Sirenii superano intrepidamente questi ostacoli quando sono in cerca del pranzo. Se il cibo è sul fondo, i Sirenii si riempiono i polmoni d’aria e s’immergono per cinque dieci minuti. Alcuni animali resistenti di polmoni restano sommersi fino a 16 minuti.
L’uomo ha sfruttato le abitudini alimentari dei lamantini. Nella Florida meridionale sono stati impiegati per sgombrare canali di scolo ostruiti da alghe. Nella Guyana una settantina di queste “falciatrici” sono state recentemente impiegate per liberare dei corsi d’acqua. Le locali autorità calcolano che i lamantini han fatto loro risparmiare miliardi. E a Xochimilco, nel Messico, gli orticoltori si trovarono in difficoltà quando i loro sistemi d’irrigazione furono invasi da ninfee in gran quantità. Quattro lamantini sostituirono una squadra di 300 uomini.
I lamantini si nutrono spesso in gruppi di 10-20 capi, muovendosi pigramente nei “prati” marini così come fa il bestiame. Per tale ragione questi docili giganti sono a volte chiamati “vacche marine”. Considerando la loro placidità potreste pensare che i Sirenii siano goffi o incapaci. Ma l’apparenza inganna. Spaventate uno di questi titani e vedrete l’immediata reazione di quella possente pinna posteriore. Estremamente sensibili, se disturbati questi animali si allontanano a nuoto alla velocità di 32 chilometri orari, lasciandosi dietro una scia spumeggiante.
Lenti nella riproduzione
I Sirenii non mangiano sempre in gruppo. Quando si vede un branco numeroso può essere il segno che è in corso il corteggiamento. Una volta accoppiati, gli animali si spostano nei bassi fondali per la riproduzione. La gestazione può durare circa 150 giorni. Alla nascita il piccolo pesa da 10 a 27 chili e la femmina può non partorire più per tre anni. Talora nascono dei gemelli.
Il piccolo è oggetto di assidue cure materne e si avvale della cooperazione dei genitori. Anzitutto, il piccolo nasce sott’acqua e affogherebbe subito se non fosse immediatamente portato in superficie. Dopo il parto vedete la madre che teneramente spinge o porta su il piccolo a prendere una boccata d’aria fresca. In un acquario della Florida c’era una femmina che si prendeva specialmente buona cura del suo piccolo. Se lo issava sul dorso e lo teneva fuori dell’acqua per 45 minuti. Poi si immergeva, solo per riemergere immediatamente. Ballonzolava su e giù, prolungando ogni volta la permanenza sott’acqua man mano che il piccolo imparava a respirare bene. In un altro acquario, il maschio dava una mano. Quando la femmina si stancava di addestrare il piccolo, interveniva il maschio che continuava col piccolo gli esercizi di respirazione e nuoto.
Allo stato libero, i piccoli rimangono con la madre per quasi due anni, essendo infine svezzati quando raggiungono il peso di circa 180 chili. Poi se ne vanno per conto proprio dividendo il loro tempo fra mangiare e giocare con altri branchi o esplorare da soli. I Sirenii sono gregari solo fino a un certo punto. I gruppi si suddividono regolarmente, quindi si riuniscono dopo che sono stati ognuno per proprio conto per un po’.
Nei branchi numerosi i Sirenii sono molto giocherelloni. Si possono vedere spesso due di questi voluminosi animali galleggiare testa contro testa, strofinando insieme i musi. Oppure un animale nuota a fianco di un altro e gli mette attorno al dorso l’arto anteriore a paletta in un amichevole abbraccio. Si divertono anche a darsi di gomito, come se giocassero a chiapparello. Tutte queste buffonate sono spesso accompagnate da un coro di acuti strilli e squittii. Gli scienziati dicono che le toccatine e le serenate sono forme di comunicazione fra i Sirenii che hanno l’udito e la vista poco buoni.
Se nuotando vi trovate accanto una o più di queste creature dall’aspetto temibile, non vi agitate: sono innocue. Se si arrabbiano, il che capita di rado, di solito si tratta di due maschi che si contendono l’affetto di una femmina. Infatti, in Florida i sub amano la compagnia dei lamantini, poiché molte volte questi animali socievoli si girano su un fianco per farsi grattare la schiena o la pancia. Un lamantino di un acquario gradiva tanto le attenzioni che si strofinava il naso con il suo custode.

Specie in pericolo
Il comportamento socievole e indolente di questi animali è stato fino a un certo punto controproducente per il loro benessere. I lamantini non hanno nemici naturali che li uccidano per nutrirsene, ma cacciatori e pescatori di frodo, che non badano alle leggi protettive, ne uccidono in gran quantità. Il fatto che i lamantini prediligono i fondali bassi li rende facili bersagli per coloro che li cacciano per la pelle o la carne.
Nelle zone popolose dove ci sono molte barche, i Sirenii sono vittime delle eliche che li uccidono o procurano loro ferite. I lamantini che vivono nelle acque della Florida presentano spesso grandi cicatrici sul dorso, la prova che sono stati investiti da barche a motore.
In alcune nazioni ci sono leggi severe per cui è un reato uccidere questi mammiferi. Sono inflitte pesanti multe a chi trasgredisce tali leggi. Questo è stato di notevole aiuto, come si vede dal fatto che è ricomparso un piccolo branco di lamantini in zone della Florida dove non se ne vedevano da anni. Nondimeno, gli ecologi temono che questi placidi giganti si estinguano a causa del rapido aumento della popolazione umana e degli insediamenti presso il loro ambiente naturale.
È vero che i lamantini non corrispondono all’immagine delle leggendarie e affascinanti sirene descritte da antichi marinai o artisti. Ma queste straordinarie creature hanno un ruolo da svolgere, quello di recare diletto agli uomini che hanno la fortuna di vedere queste “sirene” viventi.



5 commenti:

  1. Ti auguro un 2013 che inizi bene, prosegua come desideri e che termini con grandi soddisfazioni.
    Ti auguro di camminare su una strada chiamata vita, di inciampare in una pozza chiamata fortuna, di cadere in un abisso chiamato felicità.
    Ti auguro un amore sincero accanto a te che sappia comprenderti e guardarti nel cuore con amore
    per ciò che sei.

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  2. Ciao, ho scoperto da poco il tuo blog e vorrei condividere con te un interessante iniziativa.
    se sei interessato a ricevere maggiori info scrivimi a ilmiocanesicuro@gmail.com
    :-)grazie e a presto!
    Viola

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  3. Un post molto interessante, che rimette le sirene nella loro giusta collocazione.

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  4. Buonasera,

    avendo trovato il blog interessante, ho pensato di premiarlo con un premio virtuale, dedicato ai blogger.
    Per maggiori informazioni, lascio di seguito il post che ho scritto a riguardo: http://ecoveganbeauty.wordpress.com/2013/04/29/liebster-blog-award/
    Buon lavoro e complimenti! :)

    Sarah Bernini

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  5. Un felice week end per Te...ciao

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