sabato 24 dicembre 2011

UNA SCALINATA VERSO IL CIELO


SI DICE che la loro lunghezza totale sia dieci volte quella della Grande Muraglia cinese. Secondo alcuni, se fossero messe in fila raggiungerebbero i 20.000 chilometri: metà della circonferenza terrestre! C’è chi addirittura le definisce l’ottava meraviglia del mondo. Eppure molti non hanno mai sentito parlare di questa meraviglia delle Filippine. Di cosa stiamo parlando? Della scalinata verso il cielo, ovvero delle risaie a terrazze sulla Cordigliera Centrale. Nascoste tra i monti dell’isola di Luzon, queste terrazze sono una straordinaria dimostrazione di bellezza e ingegnosità.

Perché furono costruite? I monti delle cordigliere sono talmente ripidi che normalmente non si potevano usare per scopi agricoli. In certi punti la pendenza supera il 50 per cento. Ma gli antichi agricoltori non si diedero per vinti. A 1.200 metri o più sul livello del mare crearono migliaia di terrazze sulle pendici delle montagne verdeggianti. A volte ci sono 25, 30 o più terrazze una sopra l’altra, come un’immensa scalinata che si innalza verso il cielo. E ciascuna d’esse è un irriguo campo coltivato, delimitato da argini di terra sostenuti da muri di pietra. Quasi tutte sono coltivate a riso e seguono il profilo della montagna; alcune sono concave, altre convesse.

Naturalmente, le coltivazioni a terrazze non sono una prerogativa delle Filippine. Esistono anche in altri paesi, soprattutto nel Sud-Est asiatico, in Sudamerica e in certe parti dell’Africa. Ma le risaie a terrazze delle Filippine sono uniche sotto molti aspetti. Mario Movillon, dell’Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso, ha detto: “Le risaie a terrazze delle Filippine sono molto più estese dei terrazzamenti presenti in altri paesi. Ricoprono buona parte dei monti della Cordigliera”. Molte si trovano nella provincia Ifugao. Non si può fare a meno di rimanere colpiti dall’enorme numero di terrazze, che aggiungono un tocco di bellezza al profilo naturale delle montagne.

Una delle meraviglie del mondo?

È un’esagerazione definirle l’ottava meraviglia del mondo? Ebbene, riflettete su questo fatto: È probabile che rappresentino il più grande progetto agricolo singolo della storia umana. Nel dicembre 1995 l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha deciso di includere le risaie a terrazze degli ifugao nell’elenco del “Patrimonio mondiale dell’umanità”. Ora, pertanto, le terrazze sono messe sullo stesso piano di altri luoghi di grande valore storico e culturale, come il Taj Mahal in India, l’arcipelago delle Galápagos in Ecuador, la Grande Muraglia cinese e l’Angkor Vat in Cambogia. Ma a differenza di altre antiche costruzioni, a quanto pare queste risaie a terrazze furono realizzate grazie agli sforzi della comunità, non impiegando schiavi. Inoltre, non si tratta di un luogo abbandonato, ma vengono tuttora attivamente coltivate dagli ifugao.

Se andate a vedere le risaie, potrete ammirarne di persona la straordinaria bellezza. Vedrete persone che lavorano nelle terrazze, la cui superficie va da pochi metri quadrati a un ettaro. Alcuni bucherellano il terreno con dei bastoni per far penetrare l’acqua, accompagnandosi con il canto. Altri piantano il riso, ne trapiantano le pianticelle oppure lo mietono. Se capitate nella stagione in cui spuntano le nuove pianticelle di riso, le terrazze formano uno stupendo mosaico di varie tonalità di verde.

Le varietà di riso che si coltivano qui hanno bisogno di moltissima acqua. Perciò esiste un complesso sistema di irrigazione. Attraverso un intricato sistema di canali e tubi di bambù l’acqua dei ruscelli montani viene convogliata alle terrazze. Sfruttando la gravità, una regolare provvista d’acqua viene distribuita da una terrazza all’altra. Lungi dall’essere un monumento senza vita, le terrazze sono una meraviglia vivente!

Chi le ha costruite?

Va da sé che queste migliaia di terrazze non sono state certo costruite da un giorno all’altro, e nemmeno in pochi anni. Non bisogna dimenticare che i costruttori non avevano a disposizione gli attrezzi o i macchinari moderni. Si ritiene perciò che la creazione delle terrazze sia iniziata come minimo diversi secoli fa.

Certi archeologi sostengono addirittura che il lavoro di terrazzamento iniziò ben 2.000 anni fa. Secondo gli antropologi, i costruttori potrebbero essere arrivati dall’Indocina settentrionale o dall’Indonesia ed essersi stabiliti nell’isola di Luzon, portando con sé la cultura delle risaie a terrazze. Con il tempo, alle terrazze già costruite vennero aggiunti un po’ alla volta nuovi livelli.

Come ammirarle

Facciamo ora un viaggio immaginario per ammirare le terrazze. Per prima cosa prendiamo un autobus con l’aria condizionata che ci porta da Manila alla città di Banaue, nella provincia Ifugao. Il viaggio dura circa nove ore. A questo punto abbiamo diverse possibilità. Potremmo decidere di camminare oppure prendere un trycicle (una motocicletta con una specie di sidecar) o un jeepney. E se ne avessimo la voglia e l’energia, potremmo prendere uno dei sentieri che si addentrano fra i monti e che si possono percorrere solo a piedi. Da qui si godono alcune delle vedute più spettacolari delle terrazze, e ci si rende meglio conto della vastità di questa meraviglia fatta dall’uomo.

Optiamo per un jeepney che va verso il villaggio di Batad. Impieghiamo più di un’ora per percorrere i primi 12 chilometri su un’accidentata strada di montagna. Da qui in poi proseguiamo a piedi. Saliamo pian piano fino a una cresta che congiunge due cime, passando in mezzo a una gran varietà di piante montane. (Ci sarebbe anche un percorso più breve, ma è molto ripido ed è sconsigliato a chi non è abituato alle arrampicate impegnative). Una volta arrivati sulla cresta imbocchiamo un sentiero angusto e lentamente scendiamo verso Batad.

Dopo aver camminato per un paio d’ore, godendoci l’aria fresca dei monti, finalmente arriviamo a destinazione. Qui le terrazze sono un vero spettacolo. Batad si trova su un versante concavo del monte, perciò le terrazze assomigliano a un enorme anfiteatro. Una sopra l’altra, formano un disegno interessante: sembra davvero un’enorme scalinata verso il cielo. Mentre ci avviciniamo al villaggio vediamo le tradizionali abitazioni ifugao, che spuntano qua e là come enormi funghi coperti d’erba.


Le persone del posto sono amichevoli e ci salutano mentre passiamo vicino alle terrazze dove stanno lavorando. Si spostano da un punto all’altro delle terrazze camminando sul bordo dei muri di pietra, con un’agilità che lascia sbalorditi. Altri si arrampicano da una terrazza all’altra con la sicurezza di uno stambecco, sfruttando alcune rocce messe in posizione strategica. Guardando più attentamente notiamo che sono scalzi. E tutto intorno c’è lo spettacolare panorama delle coltivazioni a terrazza: un raro esempio di un’opera dell’uomo che si inserisce armoniosamente nell’ambiente e ne diventa il complemento.

Questa descrizione vi attira? In tal caso, se andate nelle Filippine non lasciatevi sfuggire l’occasione di vedere questa scalinata verso il cielo, una meraviglia vivente che non dimenticherete facilmente.



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