sabato 28 maggio 2011

VISITA ALLE SORGENTI CALDE DEL GIAPPONE




COSA vi viene in mente quando pensate al Giappone? Il maestoso Monte Fuji? Il treno ad alta velocità? La megalopoli di Tokyo? Nel paese del sol levante non ci sono solo queste famose attrazioni turistiche. Per scopi terapeutici o per rilassarsi, ogni anno milioni di persone visitano gli onsen, le sorgenti calde del Giappone. Si calcola che recentemente in un anno 140 milioni di persone abbiano soggiornato in alberghi o stabilimenti termali dotati di sorgenti calde. Ma cosa rende così popolari queste stazioni termali?
La storia dell’onsen
Da secoli i giapponesi amano bagnarsi nelle acque geotermiche. Scritti che risalgono all’VIII secolo E.V. menzionano l’uso delle sorgenti calde. A quanto pare fu Takeda Shingen, signore feudale del XVI secolo, a propugnare le virtù terapeutiche delle sorgenti minerali. Dopo le battaglie, lui e i suoi samurai si immergevano nelle sorgenti calde per favorire la guarigione di ferite di spada, fratture, tagli e contusioni. Le acque servivano pure ad alleviare lo stress e a preparare gli uomini per il prossimo scontro.
Certo il bagno rendeva vulnerabile il samurai, che a un attacco di sorpresa si sarebbe trovato disarmato. Per ovviare a questo problema, Takeda Shingen si serviva di un gruppo di sorgenti appartate e remote, che in seguito assunsero il nome di “bagni nascosti di Shingen”. Va notato che attualmente quelle stesse sorgenti sono utilizzate da atleti professionisti, inclusi lottatori di sumo e giocatori di baseball, convinti che le acque possano rinvigorire il loro corpo per future imprese sportive.
Singolari caratteristiche geografiche
Le caratteristiche geografiche del Giappone sono particolarmente adatte alla formazione di sorgenti termali. Sparsi in tutto l’arcipelago ci sono circa 245 vulcani, 86 dei quali attivi. Questi vulcani fanno riflettere su ciò che avviene in profondità nel sottosuolo. Di cosa si tratta?
Le isole giapponesi sono situate sopra strati litosferici, o placche di crosta terrestre, convergenti. Si pensa che il magma, materiale roccioso fuso, si formi lungo il punto di convergenza di queste gigantesche placche. Direttamente sopra, e in funzione di sbocchi visibili, ci sono i vulcani. Questa zona geotermica serve anche da fonte di calore per le sorgenti sotterranee. Interagendo con il magma o con le rocce surriscaldate, l’acqua sotterranea si scalda e assorbe minerali, creando le condizioni ideali per la formazione degli onsen. A ragione il libro The Hot Springs of Japan osserva: “Nessun paese al mondo è così ricco di sorgenti calde naturali come il Giappone”. Infatti uno studio del 1998 ne elenca ben 2.839.
In Giappone esistono sorgenti calde di diverso tipo, grandezza, forma e colore. Nel tentativo di classificarne il valore terapeutico, l’Agenzia giapponese per l’ambiente le ha suddivise in nove categorie in base alle caratteristiche chimiche, a cui spesso si riferiscono i loro nomi. Per esempio le sorgenti ricche di ferro potrebbero far diventare arancione-rossiccio il vostro accappatoio, perciò nel loro nome è incorporata la parola “rosso”. Le sorgenti ad alto contenuto salino si chiamano bagni di sale. E che dire di tuffarvi in un’anguillaia? In realtà potrebbe non sembrare invitante. Ma non preoccupatevi, non è che ci siano davvero le anguille. Il nome deriva dal fatto che, a motivo dell’acqua alcalina, quando si esce da queste sorgenti la pelle è viscida come quella di un’anguilla.
In paesaggi stupendi
Immergersi nelle acque termali in paesaggi stupendi di monti, valli, fiumi, spiagge e pianure, è un’esperienza piacevolissima e indimenticabile. Dato che in Giappone molte sorgenti calde sono all’aperto, i bagnanti possono ammirare le bellezze naturali. La volta del cielo è di un azzurro intenso e tutt’intorno le montagne si ergono come pareti. I suoni provenienti da questo ambiente possono essere il canto degli uccelli al mattino o il sussurro di un ruscello che scorre dolcemente. In realtà sembra non esserci fine alle interessanti caratteristiche delle sorgenti calde.
Vi piacerebbe bagnarvi sotto una cascata? È un’esperienza che potete fare. Le acque della cascata vi fanno un massaggio che conferisce un’altra dimensione ai bagni stile giapponese. È possibile anche bagnarsi in una grotta, dove le calde acque termali scaturiscono dalle profondità di formazioni rocciose. Alcune sorgenti si trovano sulla spiaggia, dove si può ammirare il tramonto, altre sono annidate lungo un fiume.
Qualunque sia l’ubicazione o il tipo della sorgente calda che preferite, una cosa è certa: immergendovi nelle sorgenti riscaldate dai vulcani proverete, almeno per un momento, sollievo dallo stress della vita di ogni giorno. Ne uscirete davvero ristorati e magari con un’idea più chiara dello stile di vita giapponese. Se avrete l’opportunità di recarvi in quella parte del mondo, non mancate di godervi gli onsen, le sorgenti calde del Giappone.

IL RITO DELL’ONSEN
L’usanza vuole che prima di entrare nelle sorgenti calde ci si debba insaponare, lavare e risciacquare ben bene. Quindi è il momento di immergersi nelle limpide acque minerali. È meglio farlo lentamente, perché la temperatura di alcune sorgenti può essere molto elevata. Alla fine non sciacquate via l’acqua ricca di minerali. Limitatevi ad asciugarvi, perché pare che i minerali che vengono assorbiti rendano la pelle più morbida.




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