lunedì 11 luglio 2011

La vita a nord del Circolo Polare Artico può essere piacevole





“TORNA PRESTO!”

Queste parole, stampate sulla prima pagina del quotidiano norvegese Finnmarken del 20 novembre 1981, erano rivolte al sole.

Per quale ragione?

In quella giornata di fine novembre il sole scese al di sotto dell’orizzonte meridionale di Vadsö — dove si pubblica il giornale — e per i successivi due mesi non si sarebbe più visto in quella città della Norvegia settentrionale. Nelle città e nei villaggi ancora più settentrionali, come Vardö, Baatsfjord, Berlevag e Hammerfest (la città più settentrionale del mondo), la lunga notte invernale dura ancora di più.

Quando il sole ritorna in questi posti dopo la sua lunga assenza riceve un caloroso benvenuto! Nella città mineraria di Kirkenes, vicino al confine russo, i bambini delle scuole salgono su un monte giusto per guardare il sole. A Vadsö, quando il sole splende per circa cinque minuti attraverso il varco fra due monti, gli alunni fanno un giorno di vacanza: la città festeggia. A Vardö, ancora più a nord, i cannoni della fortezza di Vardöhus, del XIV secolo, partecipano all’allegrezza con una fragorosa salva.

“Stiamo andando nella giusta direzione, verso l’estate”, dirà la gente . . . a gennaio.

Quando il sole non tramonta

C’è però un’altra faccia della medaglia. La ragione della gioia di Vadsö, dopo avere intravisto il sole nell’oscuro mese invernale di gennaio, è il fatto di sapere che ora le giornate si allungano: dalla fine di marzo a metà settembre saranno lunghissime e addirittura da metà maggio alla fine di luglio il sole non tramonterà affatto.

La maggioranza delle persone, vivendo attorno alla fascia mediana del globo, regolano il loro ritmo e modo di vivere secondo l’immutabile ciclo del sole che sorge e tramonta. Ma a nord del Circolo Polare Artico — nonché nell’Antartide agli antipodi — questo ciclo si interrompe durante l’anno.

Dato che la terra è inclinata sul suo asse, per sei mesi il Polo Nord guarda verso il sole, in una luce diurna perenne, mentre al Polo Sud vi sono sei mesi di tenebre. Quindi se viveste per tutto l’anno al Polo Nord, avreste un giorno di sei mesi, dal 21 marzo al 23 settembre, seguito, purtroppo, da una notte di sei mesi caratterizzata da freddo gelido e da tremende bufere di neve. Più si è a sud del Polo Nord, più breve è il periodo del sole di mezzanotte. Al Circolo Polare Artico, situato a circa 2.600 chilometri dal Polo Nord, c’è un giorno all’anno in cui il sole non tramonta per tutta la notte, e, allo stesso modo, d’inverno, un giorno in cui non sorge.

Ciò che rende sopportabile la lunga notte

In nessun’altra parte della terra tante persone vivono così vicino al Polo Nord come in Norvegia. Il Circolo Polare Artico taglia in due la Norvegia così che un terzo del paese viene a trovarsi sopra il Circolo Polare Artico. In effetti, questo terzo è situato fra due paralleli dove si trovano le zone più gelate e inaccessibili della Groenlandia, del Canada, dell’Alaska e della Siberia.

Ad ogni modo, la calda Corrente del Golfo, che costeggia tutto il litorale norvegese occidentale, crea in Norvegia un clima temperato che non si trova in nessun’altra parte del mondo così a nord. Le regioni costiere hanno inverni miti ed estati fresche, e durante l’inverno tutti i porti sono liberi dai ghiacci. Il litorale è frastagliato con numerosi fiordi e insenature, e isole grandi e piccole lungo un litorale che si stende per oltre 19.000 chilometri.

Della popolazione norvegese di quattro milioni di abitanti, il dieci per cento vive a Nord del Circolo Polare Artico, nelle tre province settentrionali di Nordland, Troms e Finnmark. Evidentemente da lungo tempo la popolazione ama vivere in queste regioni, poiché vi si sono trovate tracce di attività umana indicanti che sin da tempi remoti arditi pescatori e cacciatori vennero qui mentre altri si stabilivano sulle coste meridionali del paese. Ancor oggi a nord del Circolo Polare Artico si trovano robusti pescatori e cacciatori, nonché agricoltori, minatori, costruttori di navi, marinai e molti che lavorano nelle fabbriche.

Ottimisti per natura?

Una signora danese, che si trasferì al nord anni fa, dice che il nativo della Norvegia settentrionale è ottimista per natura: “Durante un’estate fredda e umida dirà: ‘Forse avremo un buon autunno’. E quando questo non si verifica, dice: ‘Avremo senz’altro un inverno buono e mite’. Poi, quando è sepolto sotto la neve e infuria la bufera, si azzarda a dire: ‘Quest’anno la primavera arriverà presto’. E quando la primavera arriva con temperature sotto zero e continua a nevicare fino a mezz’estate, conclude dicendo: ‘Siccome è venuta così tardi, avremo una bella estate calda’”.

Ottimista o no, quassù la gente è in genere di temperamento allegro. Scherza con facilità e non ingrandisce i problemi. Il più delle volte sono aperti, amichevoli e generosi; un anziano cittadino di Vadsö, quando gli hanno chiesto perché gli piaceva vivere al nord, ha risposto: “Per la gente. E per la natura. Guardare l’oceano, pescare nei fiumi, arrampicarsi sugli erti pendii dei colli o vagabondare sull’altipiano: tutto ciò dà un incomparabile senso di libertà”.

Un giovane operaio di una fabbrica dove si lavora il pesce nella contea di Finnmark spiega: “Non c’è niente che si possa paragonare alla pesca in un lago dell’altipiano. Si è completamente allo scoperto. Mi sentirei soffocare se avessi tanti alberi attorno”.

“Dolce è la luce”

Una scrittura cara agli studiosi della Bibbia di quassù è Ecclesiaste 11:7: “Dolce è la luce ed è piacevole agli occhi vedere il sole”. (Versione di Salvatore Garofalo) L’abbagliante bellezza del sole di mezzanotte non è solo piacevole agli occhi; giova anche alla salute.

“Quando si avvicina il periodo di oscurità, la gente viene a chiederci sonniferi”, ha detto il dott. Tore Ask di Vadsö. “Molti soffrono di insonnia, non si stancano in modo naturale, perché il corpo non riceve i naturali segnali esteriori che è ora di dormire. È sempre buio; la mattina è straordinariamente difficile alzarsi e il senso di stanchezza ti accompagna per tutta la giornata. Molti diventano nervosi. D’altra parte, il periodo di luce rafforza le persone in molti modi e le aiuta a sopportare l’oscurità dell’inverno”.

Il dott. Ask, che viene dalla Norvegia meridionale, dice d’essere stato immediatamente attratto dal paese e dalla luce: “Ero così stimolato dal sole che non sentivo nessun bisogno di andare a letto. Ed è così per tutti. Ci sono tante cose da fare nelle frenetiche settimane estive: il giardino, la casa, riparare la macchina o la barca; per cui lavorano alla luce del sole fin quando la mezzanotte è passata da un pezzo”.



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