domenica 10 aprile 2011

VELOCE CORRIDORE, INETTO AL VOLO E AFFASCINANTE: LO STRUZZO

TRA le giraffe, le zebre, gli gnu e le gazzelle che vagano nell’immensa savana africana ci sono alcune delle più sorprendenti creature che siano mai state progettate dal Creatore. Chi le vede rimane colpito dalla mole, dall’altezza e dagli arti poderosi, oltre che dalle morbide piume. Alti fino a due metri e mezzo e con un peso che può arrivare a 155 chili, sono i volatili più grossi che esistano. In lingua swahili, questi uccelli si chiamano mbuni, ma forse li conoscete con il loro nome più comune: struzzo.

Cammina impettito come un cammello

Molto tempo fa venne dato allo struzzo il nome di Struthio camelus, e questo è tuttora il suo nome scientifico, con riferimento a una presunta analogia con il cammello. Come il cammello, lo struzzo può sopportare le temperature elevate e vive bene nelle zone desertiche. È anche dotato di lunghe e folte ciglia, che gli proteggono i grandi occhi dalla polvere della savana. Gli arti sono lunghi e muscolosi e i piedi forti e carnosi, con due dita soltanto. Vedendo lo struzzo incedere impettito nelle aperte pianure, gli osservatori rimangono sbalorditi dalla sua agilità, dalla sua resistenza e da altre caratteristiche tipiche del cammello.

Lo struzzo pascola in mezzo ai suoi simili ungulati, beccando quasi ogni cosa che striscia o si muove. Lo struzzo è onnivoro, e non si nutre solo di insetti, serpenti, roditori, radici e vegetazione, ma ingoia anche legno, gusci, sassi, stecchi e quasi ogni piccolo oggetto dai colori vivaci.

A motivo della mole e del peso, è incapace di volare. Tuttavia, gli arti forti e muscolosi lo rendono una delle creature più veloci che esistano. Quando corre nelle regioni desertiche può raggiungere la velocità di 65 chilometri orari! Lo struzzo “se la ride del cavallo e del suo cavaliere”, dice la Bibbia. (Giobbe 39:18) Infatti, grazie alla grande velocità e alla resistenza sulle lunghe distanze questo bipede può superare con facilità molti dei più veloci predatori a quattro zampe.

Nidificazione

Durante la stagione della riproduzione il maschio esegue un elaborato corteggiamento. Inginocchiato davanti alla femmina, allarga le grandi penne bianche e nere delle ali e comincia a scuoterle ritmicamente, muovendole da un lato all’altro come due enormi ventagli. Il collo e gli arti nudi cominciano ad arrossarsi, diventando infine di un rosa brillante e creando così un bellissimo contrasto con le piume nerissime del corpo. E oscillando il lungo collo, batte i piedi sul terreno.

Probabilmente questa elaborata e raffinata performance ha lo scopo di impressionare la femmina, che è di color grigio spento. Tuttavia molte volte, mentre il maschio esegue la danza nuziale di corteggiamento, la femmina gironzola colpendo il terreno con il becco, distratta e indifferente a tutto quell’agitarsi intorno a lei.

Scelta una femmina, il maschio cerca un posto per fare il nido. Scava nella terra una buca poco profonda in qualche punto della savana e poi vi guida diverse femmine. Dopo due o tre settimane, nel nido ci saranno due dozzine o più di uova, deposte da queste femmine.

Durante le sei settimane di incubazione, il maschio cova le uova di notte e una femmina di giorno. A questo punto le uova sono vulnerabili e sono molto ricercate da leoni, iene, sciacalli e perfino da capovaccai affamati, che spaccano i gusci lanciandoci contro sassi.

Uova gigantesche, pulcini enormi

Le uova di colore bianco-grigio o bianco-avorio dello struzzo sono le più grosse che ci siano e arrivano a pesare un chilo e mezzo. Il guscio è duro e lucido e sembra porcellana smaltata. Un uovo di struzzo corrisponde a 25 uova di gallina. Le uova di struzzo sono sostanziose e apprezzate per il loro sapore squisito. I boscimani usano a volte i gusci vuoti come recipienti per l’acqua.

Quando arriva il momento della schiusa del grosso uovo, esce un pulcino enorme! I piccoli appena usciti dal guscio sono indifesi, ma crescono in fretta e sono corridori nati. Nel giro di un mese le robuste zampe permettono loro di correre a una velocità di quasi 55 chilometri orari!

È compito dei genitori proteggere i piccoli. Che lo struzzo nasconda la testa nella sabbia davanti al pericolo è pura invenzione. Al contrario, i genitori possono diventare molto aggressivi per difendere i loro piccoli, allontanando i predatori con forti calci. Un’altra tattica difensiva cui ricorrono consiste nel distrarre i predatori fingendo d’essere feriti, per attirare l’attenzione su di sé e distoglierla dai piccoli. Tuttavia, se un predatore si avvicina troppo, i genitori di solito fanno dietro front e si danno alla fuga, lasciando che i piccoli si arrangino da soli. Viene così confermato ciò che dice la Bibbia, poiché in queste occasioni davvero lo struzzo “tratta duramente i suoi figli, come se non fossero suoi”. — Giobbe 39:16.

Piumaggio abbondante

L’uomo ammira lo struzzo da millenni. Figure scolpite nella pietra rappresentano antichi re d’Egitto che cacciano lo struzzo con arco e frecce. Presso alcune civiltà lo struzzo era considerato sacro. I cinesi apprezzavano molto le uova di struzzo dalla bella forma simmetrica e le consideravano doni preziosi da offrire ai sovrani. Per millenni le folte e morbide piume di struzzo hanno ornato i copricapi di generali, re e capi africani.

Nel XIV secolo le piume di struzzo erano molto apprezzate dagli europei che davano importanza alla moda. Tuttavia non era facile andare a caccia di struzzi con arco e frecce, dato che questo animale ha la vista acuta e fugge via velocemente quando scorge il pericolo. A quell’epoca lo struzzo non correva alcun pericolo di sterminio.

Poi nel XIX secolo le piume di struzzo tornarono di moda. Questa volta, muniti di armi moderne, i cacciatori uccisero milioni di struzzi. L’avvento degli allevamenti di struzzi fu ciò che probabilmente salvò dall’estinzione l’enorme uccello inetto al volo. Riprodotti ora in cattività, gli struzzi sono stati addomesticati e vengono allevati per fornire le piume all’industria della moda e per fare piumini. Con la pelle di questi volatili si fanno morbidi guanti e borsette, e in alcuni ristoranti ne viene servita la carne.

Oggi questo splendido uccello scorrazza ancora nelle pianure africane. Malgrado il suo habitat di un tempo sia molto ridotto e benché sia scomparso da alcune zone, continua a vivere nella solitaria e arida boscaglia che preferisce. Lo si vede correre all’impazzata attraverso la pianura con le grandi piume cadenti, eseguire le sue elaborate danze di corteggiamento o fare la guardia alle enormi uova. Questo veloce corridore inetto al volo è solo uno degli affascinanti uccelli che riempiono di gioia e meraviglia quelli che li vedono.



2 commenti:

  1. muy interesante tu blog , para saber cosas sobre los animales que no sabemos , me gusta mucho.

    Besos

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