sabato 25 dicembre 2010

La tigre siberiana sopravvivrà?


In una limpida giornata invernale, nella parte più orientale della Russia, un enorme felino corre sulla neve scintillante, inseguito da un elicottero. Quando un tiratore scelto si sporge dall’elicottero puntando il fucile, la tigre balza su un albero e lancia un ruggito di sfida. L’uomo spara. L’elicottero atterra e l’equipaggio si avvicina con cautela all’animale colpito.

SONO bracconieri? No, sono ricercatori che utilizzano dardi narcotizzanti. Sono venuti per studiare uno degli animali più minacciati della terra: la schiva tigre siberiana.

Un felino magnifico

Un tempo la tigre siberiana era diffusa in Corea, nella Cina settentrionale, in Mongolia e verso ovest si spingeva fino al lago Bajkal in Russia. Ma durante il secolo scorso il numero di esemplari è drasticamente diminuito. La remota catena montuosa a nord di Vladivostok, in Russia, nei pressi del Mar del Giappone, costituisce il loro ultimo rifugio.

Le tigri riconoscono i loro simili dall’odore, e questo permette ai maschi di trovare le femmine quando arriva il periodo dell’accoppiamento. Le tigri partoriscono due o tre cuccioli alla volta, ciechi e pieni di vita. A differenza dei gattini, però, le tigri siberiane non imparano mai a fare le fusa. I tigrotti succhiano il latte materno per cinque o sei mesi, poi iniziano a mangiare carne. In principio vanno a caccia con la madre, e solo quando avranno 18 mesi saranno pronti a cacciare da soli. Possono rimanere con la madre fino all’età di due anni, dopo di che se ne andranno e stabiliranno il loro territorio.

Allo stato selvatico alcune di queste tigri raggiungono notevoli dimensioni. I maschi possono pesare circa 270 chili e raggiungere una lunghezza di più di tre metri, coda inclusa. Le tigri sono ben equipaggiate per gli inverni freddi e nevosi. Il loro corpo è ricoperto da una folta pelliccia e le enormi zampe, ben rivestite di pelo, consentono loro di muoversi sul manto nevoso come se avessero delle racchette da neve.

Le tigri siberiane presentano strisce nere sul mantello fulvo. Queste strisce, uniche per ogni esemplare, distinguono una tigre dall’altra proprio come le impronte digitali contraddistinguono le persone. Le striature e i colori del mantello spesso permettono a una tigre immobile di mimetizzarsi nella foresta. Ma quando in inverno esce allo scoperto sulla neve, l’animale è ben visibile e non sfugge all’attenzione del suo unico predatore: l’uomo.

Minacciata la sua sopravvivenza

Per sopravvivere la tigre siberiana deve cacciare animali di grossa taglia, fra cui cervi, alci e cinghiali. Ma nelle selvagge terre della Siberia orientale il numero di questi animali è diminuito. In un’area forestale di circa 1.000 chilometri quadrati ci sono abbastanza animali da preda per sfamare quattro o cinque tigri. Così, per sopravvivere allo stato selvatico, le tigri siberiane devono avere sufficiente territorio.

Per molti anni le immense e inaccessibili foreste siberiane erano l’habitat ideale di questi grossi felini. L’uomo, che costituisce l’unica seria minaccia alla loro esistenza, si avventurava di rado in quelle terre. Da qualche tempo, però, ditte straniere di legname stanno disboscando gran parte delle foreste.

Insieme agli alberi vanno scomparendo cervi, alci, cinghiali e anche le tigri siberiane. Per evitare che si estinguano il governo russo gestisce grandi riserve naturali, come quella di Sikhote Alin’. Ma quando le tigri si avventurano fuori da queste zone, rischiano di cadere preda dei bracconieri coinvolti nel traffico di souvenir esotici. Denti, artigli, ossa e pelli di esemplari adulti e anche di cuccioli vengono venduti a prezzi esorbitanti.

Come salvarla

Si stanno facendo grandi sforzi per salvare la tigre siberiana e gli abitanti del posto sono in prima linea. Di conseguenza il numero di questi felini è leggermente aumentato.

D’altra parte in cattività le tigri siberiane si riproducono con facilità e stanno relativamente bene. Negli zoo di tutto il mondo ce ne sono più di 500. Allora, perché non metterle in libertà e reintegrare il numero delle tigri allo stato selvatico? Gli scienziati esitano a farlo. “Non ha molto senso reinserire un animale nel suo habitat”, ha spiegato una ricercatrice, “se non se ne può garantire la sopravvivenza”.


PENSIERO BIBLICO

Tutti gli esseri viventi, inclusi i grossi felini, attestano la sapienza e la potenza di Dio. Egli li considera degni della sua attenzione e cura. (Salmo 104:10, 11, 21, 22) Molti che apprezzano profondamente la creazione sono convinti che verrà il tempo in cui la tigre siberiana non rischierà più l’estinzione.




3 commenti:

  1. Mi son imbattuta in questo stupendo blog, ke condivide i miei stessi interessi animalisti, girando x Blogger, dove ank'Io curo il mio ed ho voluto iscrivermi tra i suoi lettori fissi, xkè vedo ke merita sul serio, oltre a voler lasciare quì così i miei + sinceri complimenti al suo ideatore & curatore... ciao, a presto !!!
    Fiore-SanRemo

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  2. P.S. = Aggiungo anke i miei auguri di 1 migliore 2011, sia x l'umanità intera, ke x gli amici animali & l'amico Pianeta, ke ne hanno tanto bisogno !!!

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