domenica 21 novembre 2010

GABON; dove la natura è ancora incontaminata

RIUSCITE a immaginare una spiaggia tropicale dove gli elefanti vengono a cibarsi vicino alla riva, gli ippopotami nuotano e le balene e i delfini si raggruppano al largo? Sulla costa africana ci sono 100 chilometri di spiagge dove tali scene sono ancora comuni.

Va da sé che questa singolare area costiera vada preservata per far sì che lo spettacolo continui. Queste aree naturali, che hanno una superficie complessiva di quasi 30.000 chilometri quadrati, più o meno quanto il Belgio, hanno molto da offrire.

Perché queste riserve sono così importanti? Più o meno l’85 per cento della superficie del Gabon è ancora ricoperto da foreste, e circa il 20 per cento della flora presente sul territorio non si trova in nessun altro luogo del pianeta. Inoltre le sue foreste equatoriali sono un paradiso per gorilla, scimpanzé, elefanti africani e molte altre specie minacciate. Grazie ai parchi istituiti di recente, il Gabon avrà un ruolo di primo piano nel difendere la biodiversità africana.

Loango, una spiaggia senza uguali

Il parco nazionale di Loango è probabilmente una delle destinazioni più straordinarie dell’Africa in quanto a flora e fauna. Vi si trovano chilometri e chilometri di spiagge incontaminate, lagune d’acqua dolce e fitta foresta equatoriale. Ma quello che rende le spiagge di Loango veramente uniche sono gli animali che vagano liberi lungo le spiagge: ippopotami, elefanti, bufali, leopardi e gorilla.

Perché la spiaggia attira gli animali della foresta? Le bianche spiagge sabbiose di Loango sono costeggiate da ricca vegetazione dove ippopotami e bufali possono brucare liberamente. Le palme “ronier”, che crescono lungo la spiaggia, producono frutti in abbondanza, che attirano gli elefanti quasi quanto il miele attira le api. Ma la cosa più importante è che le uniche impronte sulla sabbia sono quelle degli animali.

L’assenza dell’uomo incoraggia un tipo di tartaruga marina a rischio di estinzione, la dermochelide coriacea, a scegliere queste spiagge solitarie per deporvi le uova. Anche al gruccione grigio e carminio, che nidifica in colonie, piace scavare il proprio nido nella sabbia, pochi metri al di sopra del livello dell’alta marea. Durante i mesi estivi, più di mille megattere si radunano nelle indisturbate acque di Loango per l’accoppiamento.

Due enormi lagune dividono le spiagge di Loango dalla foresta equatoriale, provvedendo un habitat ideale per coccodrilli e ippopotami. I pesci abbondano in questi mari interni costeggiati da foreste di mangrovie. Aquile pescatrici africane e falchi pescatori sorvolano le acque delle lagune, mentre molte specie di martin pescatore dai colori vivaci cercano i pesci nelle acque poco profonde. Gli elefanti, che adorano l’acqua, sguazzano beati nelle lagune per poi raggiungere la riva e rimpinzarsi della loro frutta preferita.

Nella foresta le scimmie scorrazzano tra le chiome degli alberi mentre farfalle dai mille colori si librano in radure assolate. I pipistrelli frugivori di giorno riposano sui loro alberi preferiti e di notte svolgono l’importantissimo lavoro di semina in tutta la foresta. Ai bordi della foresta splendide nettarinie succhiano il nettare da alberi e cespugli in fiore. Comprensibilmente, il parco nazionale di Loango è stato descritto come “il luogo dove senti pulsare il cuore dell’Africa equatoriale”.

Lopé, uno degli ultimi santuari del gorilla

Il parco nazionale di Lopé comprende vasti tratti di foresta pluviale vergine e, a nord, macchie di savana e foreste a galleria. È il luogo ideale per gli amanti della natura che vogliono osservare gorilla, scimpanzé o mandrilli nel loro ambiente naturale. Negli oltre 5.000 chilometri quadrati di area protetta ci sono dai 3.000 ai 5.000 gorilla.

Augustin, un ex guardiano del parco, rammenta un singolare incontro con i gorilla avvenuto nel 2002. “Camminando nella foresta mi imbattei in una famiglia di quattro gorilla”, ricorda. “Il maschio, un esemplare enorme di più o meno 35 anni dal dorso argentato, mi sovrastava. Probabilmente pesava il triplo di me. Seguendo la procedura raccomandata, immediatamente mi sedetti e chinai la testa guardando al suolo in segno di sottomissione. Il gorilla si sedette al mio fianco e mi mise la mano sulla spalla. Poi prese la mia mano, la aprì ed esaminò il palmo. Dopo essersi assicurato che non rappresentavo una minaccia per la sua famiglia si diresse verso la giungla con passo tranquillo. Quel giorno indimenticabile scoprii il fascino di avere un incontro ravvicinato con gli animali nel loro habitat naturale. Benché i gorilla vengano uccisi per le loro carni o per l’errata convinzione che siano pericolosi, in realtà sono animali pacifici che meritano di essere protetti”.

Nel parco nazionale di Lopé, i mandrilli (grosse scimmie), quando si radunano, a volte formano branchi di oltre mille esemplari. Questi gruppi di primati sono tra i più grandi al mondo, e che rumore fanno! Un visitatore del Camerun descrive le sue sensazioni dopo un incontro ravvicinato con uno di questi enormi branchi di mandrilli.

“La nostra guida localizzò i mandrilli grazie a radiocollari applicati a diversi esemplari. Anticipammo il branco e approntammo un nascondiglio mimetizzato con l’ambiente. Lì attendemmo per 20 minuti ascoltando la “musica della foresta” realizzata da un’infinità di uccelli e insetti. Questa tranquillità venne improvvisamente infranta quando si avvicinò il branco di mandrilli. Il rumore di rami spezzati e i forti richiami mi fecero pensare che stesse per scoppiare un temporale. Ma quando li scorsi, i mandrilli che erano in testa al branco sembravano l’avanguardia di un esercito. I grossi maschi avanzavano sul terreno con passo spedito in testa al branco mentre le femmine e i piccoli avanzavano saltando di ramo in ramo a una certa altezza. Improvvisamente uno dei grossi maschi si fermò e si guardò intorno con aria sospettosa. Un esemplare più giovane ci aveva scorti dall’alto e aveva dato l’allarme. L’intero branco accelerò il passo, e il rumore diventò ancora più intenso mentre urlavano indispettiti. In breve tempo sparirono. Secondo le stime della nostra guida il branco era formato da circa 400 esemplari”.

Gli scimpanzé, rumorosi quanto i mandrilli, sono ancora più difficili da avvistare perché si spostano con rapidità alla perenne ricerca di cibo. D’altra parte, però, i visitatori avvistano sempre i nasibianchi, scimmie che a volte saltellano nella savana ai bordi della foresta. Forse l’abitante più schivo di Lopé è il cercopiteco dalla coda dorata, una scimmia endemica scoperta solo una ventina di anni fa.

I grandi e coloratissimi uccelli della foresta, come i turachi e i buceri, annunciano la loro presenza con chiassosi richiami. Nel parco sono state catalogate circa 400 specie di uccelli, il che ne fa una mecca per gli appassionati di bird watching.

Paradiso di biodiversità

Quelli di Loango e Lopé sono solo 2 dei 13 parchi nazionali del Gabon. Altri parchi preservano foreste di mangrovie, proteggono una flora unica nel suo genere e salvaguardano aree riservate agli uccelli migratori. “Il Gabon ha preservato i migliori ecosistemi dell’intero continente”, spiega Lee White della Wildlife Conservation Society. “Non è solo una questione di dimensioni; ciò che è notevole è la qualità delle aree conservate. Nel 2002 è stata creata dall’oggi al domani una serie ottimale di parchi nazionali che racchiudono tutta la biodiversità del paese”.

Ovviamente ci sono ancora molti scogli da superare, come ammette il presidente Bongo Ondimba. “Si tratta di un’impresa che chiama in causa tutto il mondo”, dice, “e che comporterà sacrifici a lungo e a breve termine, i quali però ci permetteranno di realizzare l’ambiziosa meta di conservare queste meraviglie della natura per le generazioni future”.



Nessun commento:

Posta un commento

Post più popolari