venerdì 25 dicembre 2009

UNA TERRA SENZA FORESTE


VASTE zone che per millenni sono state coperte da lussureggianti foreste pluviali tropicali stanno diventando brulle. Popolate un tempo da uccelli esotici e da altri animali che si rifugiavano sotto la folta chioma di milioni di specie di piante e alberi, alcuni dei quali alti fino a 60 metri, queste belle zone verdeggianti e vibranti di vita stanno rapidamente diventando distese desolate.

Con distruttiva efficienza l’uomo sta devastando i monti con la scure, la sega, il bulldozer e il fiammifero. Ne sta facendo delle distese spoglie, bruciate e deturpate. L’inesorabile distruzione delle foreste tropicali della terra viene effettuata al sorprendente ritmo di 20 ettari al minuto, ovvero più di 100.000 chilometri quadrati all’anno: una superficie pari a quella dell’Austria.

Scompaiono, purtroppo, anche gli uccelli esotici, la fauna selvatica e le forme di vita vegetale che non si possono trovare in nessun’altra zona climatica della terra. L’uomo sta distruggendo parte dell’intricatissimo ecosistema così essenziale per la sua vita e da cui trae incalcolabili benefici.

Oltre metà dei medicinali che l’uomo usa vengono dalle piante, moltissimi da piante tropicali. Cosa farebbe l’industria senza la fonte della gomma, della trementina, della malacca, del bambù — tutte piante originarie della foresta tropicale — oltre che di un’infinità di fibre, resine, tinture e spezie? L’uomo sta distruggendo ciecamente e indiscriminatamente un tesoro di immenso valore.

Queste grandi foreste producono enormi quantità di ossigeno indispensabile alla vita. Il diboscamento ha già avuto un effetto grave ed immediato su gran parte del mondo. Nazioni come Brasile, Indonesia e Filippine hanno già visto trasformarsi rapidamente le loro fitte giungle in distese desolate e praticamente spoglie. “Nel Sud-Est asiatico ben 10 milioni di ettari di suolo un tempo ricoperto di foreste producono ora soltanto erbe tenaci e inutili da cui non si ricava né cibo, né combustibile, né foraggio”, riferisce il World Resources Institute.

Ogni paese dell’Africa sta perdendo il suo manto arboreo. In effetti, il deficit delle foreste è ora la norma in tutto il Terzo Mondo. In 63 paesi un miliardo e mezzo di persone abbattono gli alberi più in fretta di quanto non possano ricrescere, creando un deficit che può solo condurre alla bancarotta, in termini di foreste e di legna da ardere.

La distruzione delle foreste riguarda direttamente uno dei principali mezzi di sussistenza dell’uomo: l’agricoltura. Tanto per cominciare, quando l’uomo abbatte gli alberi che ricoprono i monti e i colli per piantarvi i suoi semi, il suolo, spogliato della vegetazione che lo trattiene, è rapidamente asportato dall’acqua. Inoltre, nei paesi dove la legna da ardere scarseggia, si calcola vengano bruciate annualmente 400 milioni di tonnellate di letame . . . Si calcola che bruciando questo potenziale fertilizzante la produzione cerealicola venga ridotta di oltre 14 milioni di tonnellate”.

Le grandi foreste della terra sono veramente condannate da forze irreversibili? Oppure questa generazione lascerà ai suoi figli gran parte delle risorse e della bellezza della terra? È una generazione che parla molto, scrive tanto, ma conclude poco. Quale sarà dunque il futuro dei suoi figli? Il tempo lo dirà, e di tempo ne rimane ormai poco.


Foresta Tropicale

Vaste formazioni boschive che si sviluppano alle latitudini comprese tra il Tropico del Cancro a nord ed il Tropico del Capricorno a sud, le foreste tropicali sono formazioni naturali con la maggiore biodiversità esistente al mondo. Dette anche foreste pluviali per via della grande quantità di acqua piovana che assorbono in un anno, esse si sviluppano nell'America centrolatina, nel sud-est asiatico e nell'Africa tropicale. In queste aree la temperatura si aggira mediamente intorno ai 27 gradi, con piccole oscillazioni di 2 o 3 gradi al massimo, e con precipitazioni medie di 2.500 mm di pioggia all'anno. Nella foresta tropicale del bacino del Mar dei Caraibi le maggiori precipitazioni avvengono nelle alte isole vulcaniche delle Piccole Antille. Sui monti diGuadalupa, Martinica e Dominica, infatti si registrano valori di 10.000 mm di pioggia l'anno, con punte di 12.000 mm sulla cima del vulcano La Soufriere nell'isola diGuadalupa. La mancanza di ritmi stagionali, l'elevata umidità e le abbondanti piogge, favoriscono una vegetazione rigogliosa con alberi sempreverdi molto alti, sottobosco buio e poco fertile, scarsità di materiale organico depositato al suolo, presenza di piante rampicanti ed epifite, e una elevata biodiversità, sia nelle zone interne che in quelle più costiere. Nell'area geografica interessata dal bacino del Mar dei Caraibi si trovano vaste estensioni di foresta tropicale nella piatta Penisola dello Yucatan, nell'isola di Cuba, dove nella regione di Matanzas si trova uno dei mangrovieti più estesi del mondo, e nella Penisola di Samanà, dove si ha la maggiore concentrazione di palme da cocco di tutti i Caraibi. Nella foresta tropicale le chiome degli alberi sono molto vicine tra loro e formano una volta molto fitta che lascia penetrare appena piccole quantità di luce nel sottobosco, per ciò quasi sempre spoglio. Fa eccezione il sottobosco delle isole vulcaniche nutrito e arricchito dai minerali e dai gas naturali che si sprigionano al suolo. Sempre sul vulcano La Soufriere nell'isola di Guadalupasi trova un rigoglioso sottobosco con felci giganti di 15 metri. Data la quasi assenza di vento i fiori che crescono nella foresta tropicale vengono impollinati solo dagli insetti, per questo i loro petali sono molto profumati e dai colori particolarmente sgargianti per risultare ben visibili proprio agli insetti. Nella foresta tropicale dell'isola di Grand Bahama, nel cuore dell'arcipelago delle Bahamas, si trova una delle maggiori e spettacolari concentrazioni di fiori tropicali ed orchidee di tutto il mondo.







2 commenti:

  1. Ciao zio sono Davide , bello il blog ci sono tante informazioni utili .

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  2. La vita e i sogni sono figlie dello stesso libro, leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare (Schopenhauer).
    Ti auguro un Buon Anno che sia sereno per te e i tuoi cari con tanta felicità e gioia.
    Un abbraccio, a presto.
    Rosi

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