domenica 18 ottobre 2009

Le piramidi del Messico




OGGI quasi tutti sanno cosa sono le piramidi d’Egitto. Anche in America, particolarmente in Messico, gli archeologi hanno ritrovato molte costruzioni a forma di piramide. Come le piramidi d’Egitto, quelle del Messico hanno molti secoli e sono avvolte nel mistero.
Una piramide egiziana è una struttura funeraria di pietre squadrate. Corridoi interni portano alla tomba, la parte più importante della piramide. Quella messicana, tuttavia, consiste di un grande cumulo di terra con un tempio alla sommità e una scalinata esterna per accedervi. Salvo poche eccezioni, le piramidi trovate in America non erano tombe.
Teotihuacán: “La città degli dèi”
Teotihuacán è uno dei più straordinari siti di piramidi del Messico. Situata una cinquantina di chilometri a nord-est di Città di Messico, Teotihuacán è ancora un mistero per antropologi e archeologi. Questa antica metropoli fu abbandonata dai costruttori oltre 500 anni prima della comparsa della cultura azteca. Il nome Teotihuacán, che deriva dalla lingua nahuatl, significa “la città degli dèi” o “il luogo dove si diventa dio”. Si pensa che siano stati gli aztechi a dare questo nome alla città quando la visitarono.
George Stuart, uno dei direttori della rivista National Geographic, spiega che “Teotihuacán fu il primo vero centro urbano dell’emisfero occidentale . . . Sorse intorno all’inizio dell’era cristiana, durò circa sette secoli, quindi entrò nella leggenda. Si calcola che all’apice della sua prosperità, verso il 500 d.C., avesse una popolazione che oscillava fra le 125.000 e le 200.000 persone”.
Quasi al centro della città c’è la grande Piramide del Sole. Misura alla base circa 220 metri per 225 e i suoi cinque gradoni raggiungono l’attuale altezza di circa 63 metri. Per arrivare in cima alla piramide bisogna salire più di 240 scalini. A nord della città antica c’è la Piramide della Luna, alta 40 metri. Un tempo c’erano dei templi sulla sommità di queste due piramidi principali.
Negli ultimi decenni si è appreso molto riguardo a queste piramidi. Tuttavia, per citare Stuart, “non sappiamo ancora quasi nulla delle origini dei teotihuacani, della lingua che parlavano, di com’era organizzata la loro società e di cosa ne causò il declino”.
Altri luoghi dove sorgono piramidi
Nel cuore di Città di Messico si può visitare il templo mayor, o grande tempio, degli aztechi. Anche se non si vede nessuna piramide, le rovine di una costruzione a piramide che costituiva la base del templo mayor sono ancora visibili. Gli archeologi hanno scoperto due altari su cui venivano offerti sacrifici umani.
Tra i luoghi del Messico dove sorgono piramidi uno dei più visitati è Chichén Itzá. Nell’area maya ci sono molte antiche rovine, che sono le più accessibili perché vicine alla città di Mérida, nello Yucatán. Pur essendo stati costruiti in territorio maya, gli edifici rivelano l’influenza dei toltechi in queste regioni. Da alcuni di essi possiamo farci un’idea della grande conoscenza che avevano i costruttori in fatto di matematica e astronomia.
A Palenque i visitatori trovano un imponente complesso maya circondato dalla giungla del Chiapas. Vi sono numerosi edifici e piramidi fra cui il Palazzo e il Tempio delle Iscrizioni. Il Tempio delle Iscrizioni “è uno dei templi più famosi di tutta la Mesoamerica perché non era semplicemente la base di un tempio come tutti gli altri, ma un monumento sepolcrale”, spiega un libro. (The Mayas—3000 Years of Civilization) “All’interno c’è una scala a volta che scende fino alla più splendida camera funeraria scoperta nell’area maya”. La tomba fu costruita per Pacal o Uoxoc Ahau, un governatore vissuto nel VII secolo.
Queste sono soltanto alcune delle piramidi del Messico. Si possono trovare altre rovine e piramidi in molte località del paese. Anche in Guatemala e Honduras ci sono piramidi imponenti. Tutte queste antiche costruzioni mostrano che gli abitanti della Mesoamerica desideravano costruire i loro luoghi di culto in punti elevati. Walter Krickeberg, autore di un libro sulle antiche culture messicane, ha scritto: “L’usanza di costruire templi su un basamento a gradoni risale all’antico culto delle alture”. (Las Antiguas Culturas Mexicanas) E aggiunge: “Mentre per noi il cielo è simile a una ‘volta’, per altri popoli rappresentava un monte mediante cui il sole ascendeva la mattina e scendeva la sera; perciò, le sue pendici sono a gradini come quelle di un gigantesco edificio. Pertanto il ‘monte artificiale’ . . . fu trasformato in una piramide a gradoni e, come si deduce dalle leggende e dalle usanze, fra i numerosi popoli della Mesoamerica divenne simbolo del cielo”.





Pensiero biblico:

Forse questo concetto ricorda il racconto biblico della torre di Babele, che si trovava in una città chiamata in seguito Babilonia. Genesi 11:4 dice dei costruttori di questa torre: “Ora dissero: ‘Suvvia! Edifichiamoci una città e anche una torre con la sua cima nei cieli, e facciamoci un nome celebre’”. Non molto lontano dalle rovine di Babilonia gli archeologi hanno scoperto costruzioni piramidali note come ziqqurat.
La forma di adorazione che ebbe origine a Babilonia si diffuse in molte parti del mondo, giungendo probabilmente nella regione che fu chiamata Messico. Non ci sarebbe da meravigliarsi se le ziqqurat di Babilonia come pure la religione che vi era praticata furono i prototipi delle misteriose e imponenti piramidi del Messico.
Ziqqurat

DAL CORRISPONDENTE DI SVEGLIATEVI! IN MESSICO


5 commenti:

  1. bellissimo questo post.
    Adoro le piramidi,ho visto queste del Messico,ho visto le grandi piramidi di Giza.
    Ke meraviglia.
    Consiglio a tutti di andare almeno una volta a vederle.
    Complimenti x i dettagli ke hai dato
    Lella

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  2. Grazie Lella. Sei sempre molto incoraggiante

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  3. E' indescrivibile la sensazione che si prova standoci davanti!
    Veramente da vivere almeno una volta nella vita.
    Ciao

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  4. Le piramidi sono sempre avvolte da un grande fascino. Impossibile non innamorarsene

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  5. ... ...traigo
    sangre
    de
    la
    tarde
    herida
    en
    la
    mano
    y
    una
    vela
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    mi
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