mercoledì 5 agosto 2009

La "Formica nella letteratura"


Esopo


La formica e la cicala


Durante la stagione invernale, le formiche facevano asciugare il grano inumidito. Ma la cicala, avendo fame, chiedeva loro nutrimento. Le formiche però dissero: “ per quale motivo durante l’estate non raccoglievi anche tu il cibo?”. Ed ella rispose: “non avevo tempo, ma cantavo soavemente”. Esse allora scoppiando a ridere dissero: “ma se cantavi durante le stagioni estive, ora danza d’inverno!”.

La favola mostra che non bisogna trascurare certe cose in ogni circostanza, per non dolersene, né essere in pericolo.



La formica e la colomba


Una formica assetata, essendo giunta ad una fonte e desiderando bere, stava affogando. Ma una colomba, appollaiata su un albero che si trovava vicino, scorse la formica e, avendo staccato una foglia dall’albero, la gettò nella fontana e la formica, salitavi sopra, si mise in salvo. Ma un cacciatore di uccelli, essendosi avvicinato ed avendo legato le canne, volle catturare la colomba. Ma la formica, quando vide la scena, morse il piede del cacciatore. E quello, gettate le canne per il dolore, fece fuggire la colomba.

La favola insegna che, se perfino gli animali senza ragione hanno la percezione del bene, perché mai noi non dovremmo ricambiare i benefattori?


E adesso vediamo cosa dice a proposito delle formiche il Creatore, nella sua Parola scritta "La Bibbia"


In Proverbi Capitolo 6 versetti da 6 a 8 si legge:
Va dalla formica, pigro; vedi le sue vie e divieni saggio. Benché non abbia comandante, né ufficiale, né governante, si prepara il cibo pure d’estate; ha raccolto le sue provviste di cibo pure alla mietitura.


Evidentemente questo significa che il pigro può imparare qualcosa dall’umile formica.

1 commento:

  1. mamma mia...........hai fatto un descrizione da esame di stato.
    Bravissimo,sei stato molto esauriente,anke nella letteratura,ma.......
    se le vedo mi dan fastidio ugualmente :-)))
    Lella

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