mercoledì 5 agosto 2009

La formica "Istintivamente saggia"



NESSUNO si aspetta che siate molto felici se una schiera di formiche si presenta al vostro picnic sotto gli alberi. Sanno come rendersi moleste. Con tutta probabilità questi piccoli insetti ostinati faranno spostare voi e la vostra comitiva piuttosto in fretta.
Tuttavia, dalle formiche possiamo imparare molto. Conosciamole dunque meglio.
Cominciamo ad osservarle e visitarne la dimora.
Una “superfamiglia”
Le formiche sono insetti dell’“ordine” degli Imenotteri, che comprende anche vespe e api. Ma le formiche stesse formano quella che si chiama la “superfamiglia” dei Formicidi. Molto scientifico, non è vero? Ebbene, in qualunque modo le chiamiate, vi sono circa 15.000 specie di formiche sulla terra, e abitano in qualsiasi luogo tranne che nelle regioni polari.
Una cosa è certa, le formiche sono più che numerose. In un appezzamento di terreno boscoso di soli 4 ettari preso in esame, si calcola vi fossero da undici a tredici milioni di formiche di una sola specie, per non parlare di tutte le altre formiche della stessa zona!
Un primo piano
Sebbene ci siano milioni di formiche, supponiamo di guardarle da vicino singolarmente. Cominciamo dal colore. Alcune formiche sono giallastre, ma la maggioranza sono nere, brune o rosse. “Ma ho sentito parlare anche di formiche bianche”, osserverete. “Che dire di esse?” In effetti, le “formiche bianche” non sono formiche. Sono termiti e appartengono a un’altra famiglia di insetti.
Ora qualche parola sull’anatomia delle formiche. Il corpo è formato di tre parti: (1) la testa, (2) il torace, e (3) l’addome. Le formiche hanno vari centri nervosi, il più grosso dei quali è il cervello, situato nella testa dell’insetto. La maggioranza di queste creature ha un occhio composto da ciascun lato della testa. Questi occhi possono essere formati di un numero di cristallini variabile da sei a oltre mille, ciascuno simile a un minuscolo occhio. Inoltre, certe formiche alate possiedono tre occhi semplici dietro la testa. Sebbene la vista delle formiche sia spesso molto offuscata, e certune non abbiano occhi, almeno alcune formiche possono vedere i sassi e altre cose e si servono di queste “pietre miliari” come indicazioni nei loro viaggi.
Mentre osserviamo la testa della formica, notate le due antenne protese in avanti. Tatto, gusto e odorato dipendono tutti da queste “antenne”. E non trascurate le mandibole. Si aprono e si chiudono orizzontalmente, non su e giù.
Le tre paia di zampe della formica sono attaccate al torace. Anche le ali, se l’insetto le ha. Poi viene l’addome, che contiene l’ingluvie, in cui il cibo è conservato e trasportato ad altre formiche della colonia. Lo stomaco e l’intestino della formica sono situati dietro l’ingluvie nell’addome. Inoltre, alcune formiche hanno un aculeo che può pungere dolorosamente. Infatti, è noto che formiche del genere Solenopsis, pungendo, hanno ucciso uccellini che non avevano ancora lasciato il nido.
La “casa”
Il nido delle formiche agli inizi è piccolo. Può trattarsi di un semplice buco nel suolo o sotto alcuni sassi. Certe formiche costruiscono un monticello o formicaio, ammucchiando terra e steli attorno al loro nido. All’interno vi sono corridoi che collegano le varie stanze. Altre formiche scavano nel suolo fino alla profondità di forse cinque metri, e il loro labirinto sotterraneo di stanze e corridoi può diventare molto esteso. Alcuni nidi, infatti, coprono un’estensione di 4.000 metri quadrati!
Alcuni tipi di formiche mettono su casa nel legno. Pur non consumando il legno, vi scavano cavità masticandolo. La cosa non è così grave se eleggono a loro dimora un vecchio ceppo nella foresta. Ma la faccenda cambia se si costruiscono il nido nelle travi di casa vostra. Gli edifici possono anche crollare perché queste formiche mettono su casa nel legname di cui sono fatti!
Alcune formiche intrecciano foglie per fare le pareti esterne della loro abitazione. Nel far ciò, impiegano il materiale serico prodotto dalle formiche in via di sviluppo, le larve. Mentre alcune formiche adulte tengono ferme le foglie, altre muovono la larva avanti e indietro, cucendo insieme le estremità. Altre formiche ancora fanno il “cartone”, impiegando particelle di legno, e forse un po’ di sabbia, e cementando tutto insieme con la saliva. Ma gli insetti detti formiche scacciatrici non sono ingegneri edili. Si limitano a raggrupparsi attorno alla regina e alle piccole formiche, sospese forse a un ceppo con le zampe agganciate insieme per formare un riparo temporaneo.
Un sistema di caste tutto particolare
Le formiche conducono vita sociale in gruppi o colonie ben organizzate- Fra loro vi sono tre caste fondamentali: (1) la “regina” o “regine”, (2) i maschi, e (3) le operaie. Si può pensare che la “regina” sia quella che comanda in una colonia di formiche, ma non è così. È interessante che è stato detto: “In qualsiasi colonia tipica la regina occupa un posto eccezionale; non governa in alcun senso della parola, ma è la madre, e spesso la fondatrice della colonia. Depone le uova da cui si sviluppano tutte le altre formiche”. — The Animal Kingdom.
Mentre la “regina” può vivere fino a quindici anni, i maschi, che di solito sono alati, vivono in genere solo poche settimane. Qual è il loro compito? Quello di accoppiarsi con la “regina”. Per qualche ragione sconosciuta all’uomo, di solito verso la sera di un giorno particolare tutte le colonie di formiche di una certa specie nel raggio di qualche chilometro spingeranno fuori i maschi e le femmine alati. Allora le formiche sfrattate provano le ali in quello che è definito volo nuziale. Maschi e femmine si accoppiano di solito in aria. È in questo tempo, e forse da più di un maschio, che la femmina riceve un numero di cellule spermatiche bastante per tutta la vita, durante la quale deporrà una prodigiosa quantità di uova.
Dopo il volo nuziale, le formiche cadono a terra e i maschi muoiono subito o sono divorati da vari mammiferi o uccelli. La femmina si mastica o si strappa le ali, si trascina in un luogo sicuro e riparato, depone alcune uova e ne ha cura finché non crescono le operaie. Queste si assumono quindi i compiti più faticosi ed essa diventa solo la “regina” che depone le uova e che viene servita. È l’inizio di una nuova colonia. Quanto diventano grandi le colonie? Esse variano considerevolmente, ma si calcola che una colonia molto numerosa fosse formata di 238.000 formiche.
La vita nelle colonie è molto faticosa per le operaie, femmine sessualmente sottosviluppate. Esse hanno il compito di trovare e trasportare cibo, aver cura delle uova e delle formiche giovani, pulire e ingrandire il nido, oltre a difendere la colonia. Fra parentesi, sotto la sorveglianza delle operaie, le uova si schiudono facendo uscire minuscole larve bianche che mutano o cambiano la pelle parecchie volte, fino a divenire larve completamente sviluppate. Alcune larve tessono bozzoli con la saliva. Col tempo, la larva cambia pelle e diventa una pupa. In questo stadio, avvengono cambiamenti e ne esce la formica adulta. Le formiche non hanno ossa, ma da adulte il loro corpo si indurisce.
Il compito di difendere la colonia è affidato ai “soldati”, formiche operaie munite di mandibole formidabili e con la testa più grossa. Parlando di teste, una formica custode vieterà l’accesso al nido in un tronco d’albero ostruendo l’ingresso dall’interno con la testa molto più grossa e mimetizzata. Questo sì che vuol dire usare la testa! Per difendersi, alcune formiche fanno buon uso del loro aculeo. Altre spruzzano sugli intrusi una sostanza caustica o maleodorante di loro produzione. Se questa sostanza viene a contatto con la pelle di una persona, la pelle può seccarsi e squamarsi. Se la vittima è un insetto, può anche restare mutilato o ucciso.
Una famiglia con molte specie
Nella superfamiglia dei Formicidi vi sono formiche di numerosi tipi. Senza usare termini tecnici, esaminiamole in base al loro “stile di vita”. Un tempo si diceva che tutte le formiche erano essenzialmente carnivore e che non conservavano cibo per i mesi invernali perché in quella stagione rimanevano in uno stato di torpore. Ma nel 1871 un naturalista scoprì certe formiche nell’Europa meridionale che ‘mietevano’ cereali. Oggi è noto che alcune formiche si nutrono di semi. Due comunissime varietà di formiche del Medio Oriente — l’Atta barbara nera e l’Atta structor bruna — si nutrono di semi e li mettono da parte per l’inverno, quando è difficile procurarsi da mangiare. A questo proposito non è raro trovare nidi della formica detta Messor semirufus vicino alle aie, ai granai e ai campi di grano, dove il cibo abbonda. Volgarmente chiamate formiche mietitrici, certe specie raccolgono provviste di cibo alla mietitura.
Alcune formiche si potrebbero considerare “coltivatrici”. Le formiche tagliafoglie si servono delle mandibole per tagliuzzare pezzi di foglie e fiori. È noto che in una sola notte hanno spogliato un intero albero del suo fogliame. Mentre portano questi pezzetti nel loro nido, si ha l’impressione che portino un parasole; quindi sono chiamate formiche parasole. Le foglie, però, non vengono consumate. Sono invece masticate e ridotte a una poltiglia su cui cresce un fungo. Poi gli insetti si nutrono di questi bocconcini cresciuti nelle ‘coltivazioni di funghi’ sotterranee delle formiche stesse.
Alcune formiche allevano “vacche” di un certo tipo. Queste formiche vanno in cerca di afidi (pidocchi delle piante), insetti dei Cicadellidi e tipi di cocciniglie che vivono sulle piante vicino al nido della colonia. Anzi, la formica bruna del granturco tiene gli afidi nel suo stesso nido per la maggior parte del tempo. Con le antenne, le formiche colpiscono le “vacche” sul dorso, in tal modo ‘mungendole’ e facendo uscire dal loro addome una sostanza dolce detta melata. Queste formiche ne mangiano a sazietà.
La conservazione del cibo non presenta nessun problema per le formiche del genere Mirmecocisto. Sia che raccolgano i dolci succhi dai fiori o prendano la melata da altri insetti, queste formiche conservano il delizioso liquido. Alcune formiche giovani continuano a ingoiarne finché sono grosse come un pisello. Questi “vasi di miele” viventi si attaccano con le zampe al soffitto del nido ed emettono miele dalla bocca quando passano formiche affamate.
Intenzionalmente o per caso, alcune formiche si rivelano schiaviste. Fanno incursioni nei nidi di un’altra specie e portano nel proprio nido le pupe o i bozzoli delle altre formiche. Prima che vengano mangiati, però, ne escono alcune formiche che si mettono immediatamente al lavoro come se in origine fossero appartenute alla colonia delle catturatrici. Sembra che la formica amazzone catturi deliberatamente altre formiche rendendole schiave.
In marcia!
Alcuni insetti, detti formiche scacciatrici in Africa e formiche legionarie nelle Americhe, bruni o neri e con le zampe lunghe, possono presentare una seria minaccia. Queste formiche fanno battute di caccia, marciando in larghe colonne e divorando quasi tutti gli altri insetti che trovano lungo il percorso. Hanno assalito uccelli e perfino uomini, ed è noto che in poche ore hanno ridotto un cavallo impastoiato o legato a un semplice scheletro!
Ma questo insetto ha i suoi lati positivi. The Animal Kingdom dice: “Gli Indiani e altri nativi che abitano nelle capanne col tetto di paglia attendono con ansia la comparsa delle formiche legionarie. Essi non fanno che uscire lasciando invadere le loro case da questi insetti, sapendo che, passate le formiche, sarà sparito anche ogni altro insetto, scarafaggio, mosca e ragno. L’unica loro preoccupazione è che la colonia potrebbe all’improvviso decidere di bivaccare la notte o anche più a lungo in una casa, situazione non molto piacevole per gli occupanti”.
Le formiche sono “istintivamente sagge”?
Gli scienziati che hanno studiato le formiche in labirinti sono giunti alla conclusione che questi insetti possono servirsi della vista per riconoscere le “pietre miliari”. Valendosi del senso dell’odorato, possono anche farsi guidare dagli odori. Sembra che imparino anche per esperienza. Questo non significa naturalmente che le formiche ragionino e prendano decisioni intelligenti. In un caso in cui la pioggia aveva spazzato via la normale scia del loro odore, una colonna di formiche scacciatrici diede inizio accidentalmente a un percorso circolare su un marciapiedi e continuarono a girare in tondo finché caddero tutte morte! Ma riguardo alle formiche è stata fatta questa ammissione: “Benché piccole in paragone all’uomo, mostrano di avere memoria, di imparare e d’avere la capacità di correggere gli errori”.
Questa è ‘saggezza istintiva’ in atto. Essa dipende non dall’esercizio della facoltà di ragionare, ma dagli istinti di cui il Creatore ha dotato queste affascinanti creature.
Ora comprendete perché è detto al “pigro”: “Va alla formica”. (Prov. 6:6) Il pigro può imparare qualcosa dall’industriosità e dalla previdenza di questo umile insetto. Invece di dormire in un periodo propizio per il lavoro, dovrebbe essere come la formica che ‘l’estate prepara il suo cibo’. (Prov. 6:8; 30:25) Infatti, se il “pigro” indugia all’ombra di un albero, forse una colonna di formiche indaffarate lo indurrà ad agire senza troppo indugio.


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