lunedì 3 agosto 2009

Il"Gran Paradiso": un parco d'alta montagna






“MI sembra che Dio abbia fatto questa regione perché tutto il popolo e tutto il mondo la vedano e la godano per sempre. È impossibile che qualunque privato pensi di poterne possedere una parte per conto suo. Questo magnifico territorio naturale non appartiene a noi. Appartiene alla nazione. Facciamone un parco pubblico e teniamolo protetto . . . perché non sia alterato e sia sempre considerato come sacro”.
Con queste parole un giudice americano nel 1872 perorava presso il Congresso degli Stati Uniti l’approvazione di un disegno di legge per l’istituzione del Parco Nazionale di Yellowstone, il primo del mondo.
Da allora altri parchi nazionali sono sorti in varie zone della terra. Fra questi vi è quello del Gran Paradiso, il primo istituito in Italia, che è un magnifico parco d’alta montagna.

Giosuè Carducci descrisse quella zona alpina del Piemonte con questi bei versi poetici:
“Su le dentate scintillanti vette
salta il camoscio, tuona la valanga
da’ ghiacci immani rotolando per le selve croscianti:
ma da i silenzi de l’effuso azzurro
esce nel sole l’aquila, e distende
in tarde ruote digradanti il nero volo solenne”.
Il Parco comprende il massiccio del Gran Paradiso, dal quale prende il nome, e la cui più alta vetta raggiunge i 4.061 metri di altitudine. Include inoltre cinque valli principali nettamente distinte: a tre si accede dalla valle di Aosta (sono la val di Cogne, la Valsavaranche e la val di Rhèmes), le altre due scendono nel Canavese fino a Pont Canavese. Ha un’estensione di circa 60.000 ettari (600 chilometri quadrati).
In origine era una riserva di caccia del re Vittorio Emanuele II. Con decreto del 1922, convertito in legge nel 1925, nasceva ufficialmente il Parco Nazionale del Gran Paradiso che aveva lo scopo di proteggere “un patrimonio di bellezze ancora più grande di quello che ha saputo creare nel campo dell’arte il nostro genio”. È un luogo dove ancora si può essere attratti dalla bellezza di un fiore che nasce spontaneamente, dove si possono ammirare un ghiacciaio scintillante, e anche toccarlo, o gli uccelli che svettano e dove le poche aquile dividono con gli stambecchi la sovranità dei monti.
La flora del Gran Paradiso
La flora del Parco è quella caratteristica dell’ambiente alpino. Dalla vegetazione del fondovalle coi suoi campi e prati, si passa ai boschi dove prevalgono querce, castagni e ontani, mentre più in alto vi sono gli abeti rossi, i pini cembri e i larici. Salendo ancora troviamo salici nani, rododendri e betulle nane, e ovunque vi sia una radura di terreno sgombro possiamo ammirare i meravigliosi fiori propri di questo ambiente: genziane, campanule e anemoni alpini che annunciano la primavera quando ancora la neve copre i pascoli. Ma la vita vegetale non si arresta finché c’è suolo, seppur roccioso, nel qual caso è rappresentata da muschi e licheni.
Poiché non tutti possono arrivare nei luoghi, anche molto impervi, dove le piante alpine crescono spontanee, è stato istituito, precisamente a Valnontey, 3 chilometri da Cogne, il giardino alpino “Paradisia”. In esso sono raccolte oltre duemila specie vegetali e vi potrete ammirare alcune piante che il Parco protegge gelosamente, come l’Artemisia glacialis e il genepy (entrambe note poiché usate nella preparazione degli omonimi liquori), la Paradisia liliastrum, le genziane, le Ranunculacee, gli anemoni, ecc.
La notevole varietà della flora del Parco è dovuta anche alla formazione geologica del Gran Paradiso, essenzialmente costituita da un complesso di gneiss stratificati (rocce metamorfiche). Gli appassionati di mineralogia potranno ammirare nel Parco (ma non portare via con sé) molti tipi di rocce e di minerali: oltre allo gneiss in varie composizioni, vi sono il granito e il calcare. Molto belli sono il “serpentino verde”, che è possibile lavorare e lucidare come un marmo, e i cristalli di quarzo molto frequenti nel Parco.
La fauna
Una grande ricchezza del Parco Nazionale è la fauna selvatica. Fra tutti i mammiferi che popolano il Parco, lo stambecco è il vero “monarca della montagna” . Quando visiterete il Parco non ripartite senza averlo visto!
Vi chiederete se sia facile trovarlo. Ebbene, con un buon binocolo lo si può osservare quasi sempre, in particolare in primavera, esplorando le pareti rocciose tagliate da strisce d’erba, i pendii erbosi, soprattutto al mattino o verso sera.
Non dimentichiamo comunque la fauna minore che popola il Parco! Fra le specie che la compongono, la marmotta è forse l’animale più in vista durante la bella stagione e il più diffuso nel Parco
Malgrado la persecuzione da parte dell’uomo, nel Parco del Gran Paradiso anche l’aquila reale, seppure in un numero limitato di esemplari, ha potuto sopravvivere. Un altro abitatore del Parco è l’ermellino dalla pelliccia pregiatissima. La sua mobilità è straordinaria. Arriva anche a quote molto alte, fino a 3500-4000 metri, sempre che riesca a trovare di che nutrirsi (topolini o altri animaletti).
Nel Parco vi sono poi martore e faine. Questi due animali sono parenti stretti, ma la martora vive prevalentemente sugli alberi, mentre la faina vive a terra. Le loro tane sono fatte spesso tra il groviglio delle radici di un albero o al riparo di qualche roccia.
Non basterebbe un volume per descrivere completamente tutte le meraviglie della creazione che questo Parco ospita. La visita a questo magnifico luogo suscita ammirazione per tante bellezze naturali e apprezzamento per l’istituzione dei Parchi nazionali che ne ha permesso la conservazione.


2 commenti:

  1. ciao! grazie per aver visitato il mio blog! complimenti per il tuo ricco molte belle cose interessanti!!!
    ciao ciao!

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  2. Quante cose sto imparando da questo bel blog!
    Ciao
    Cinzia

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