giovedì 9 luglio 2009

Il "Leone Africano"



Vita di gruppo nel Serengeti
IL LEONE africano è spesso chiamato il re degli animali, e ciò è comprensibile. Ha una splendida criniera. I grandi occhi color ambra vi fissano con sereno distacco. Lo circonda un’aria di maestà. E quando all’improvviso si alza ed emette un assordante ruggito udibile fino a 8 chilometri di distanza, un brivido vi corre lungo la schiena. Questo è senz’altro il re degli animali!
Se però lo osservate nel suo ambiente, quell’immagine regale risulta un po’ sbiadita. Dorme molto. Sta spesso sdraiato. A volte si allunga sui rami di un albero, lontano dai piccoli che si divertono a camminare sopra gli adulti. E ama starsene a pancia all’aria, per riscaldarsi ai raggi del sole. Passa così circa 20 ore della giornata.
E le altre quattro ore? Ebbene, quando le femmine — su cui ricade l’onere della caccia — mettono in tavola la carne, lui è in prima fila. Dopo tutto, è il re, non vi pare? È anche padre e affronta gli altri leoni che invadono il suo territorio. Perciò è padre, combattente, bighellone e indolente. E re, per un po’.
In effetti non è solo nell’assolvere questi compiti. I leoni sono l’unica specie gregaria di felini. Il nucleo sociale dei leoni è il branco, formato di solito da due o tre grossi maschi, cinque o dieci femmine nell’età della riproduzione e numerosi piccoli e giovani adulti. Comunque i branchi possono essere molto più grandi, fino a 40 animali o più. Ciascun branco ha il suo territorio, del diametro di diversi chilometri, da cui i maschi più grandi tengono fuori gli intrusi.
Il peso della caccia ricade più che altro sulle femmine, che vi si dedicano solitamente di notte. Sono più leggere (110-135 chili) e perciò più veloci dei maschi (che pesano di più, sui 180-225 chili). Ciò nonostante, le femmine vanno a caccia di prede che sono più veloci di loro. Quindi è un vantaggio per le leonesse cacciare in gruppo. Alcune si nascondono mentre altre circondano la preda e la spingono verso quelle che stanno in agguato.
Le leonesse sono in genere buone madri. Il piccolo prenderà il latte per i primi due o tre mesi dopo di che la madre lo porterà accanto a un animale che ha ucciso e gli farà assaggiare la carne. Ma il piccolo continuerà anche a prendere il latte fin verso gli otto mesi, quando la madre lo esaurisce. Essa andrà a caccia insieme ai piccoli per due anni o più, così che impareranno osservandola.
In famiglia regna di solito una buona atmosfera. Le leonesse stanno in gruppo e si prendono cura dei piccoli a vicenda. Se hanno fame, i piccoli prendono il latte da qualsiasi leonessa ne abbia. I piccoli trascorrono molto tempo a inseguirsi e a lottare fra loro. A volte una leonessa partecipa al gioco, muovendo a scatti la coda mentre il piccolo cerca di acchiappargliela e addentarla. Anche i maschi più grossi tollerano, fino a un certo punto, che i piccoli si arrampichino loro addosso e tirino loro il pelo. Il branco rimane nel territorio, ma non stanno sempre tutti insieme. Quando però si riuniscono, si salutano strofinandosi il muso.
Il branco rimane unito a lungo. La maggior parte delle femmine sono nate e cresciute nel branco, per cui sono imparentate fra loro. Dopo qualche decennio ci saranno sorelle, madri, nonne, sorellastre, cugine, ecc. I maschi giovani, però, quando arrivano a tre anni, vengono scacciati dai maschi più vecchi.
Essi, comunque, restano insieme come gruppo. Possono essercene due o tre, o cinque o sei, e dopo un paio d’anni, quando hanno raggiunto la maturità e sono forti, possono imbattersi in un altro branco, cacciarne i maschi e prendere le femmine. Se ciò accade, i nuovi maschi uccidono i piccoli. Questo vuol dire che la progenie verrà poi dai nuovi maschi. Vuol dire pure che le femmine entreranno in calore subito dopo. Più numeroso è il gruppo dei maschi nel branco, meno è probabile che un altro gruppo di maschi riesca a scacciarli e a sostituirsi ad esso.
Pertanto è nell’interesse di un maschio che nel suo branco ci siano altri maschi. Mentre le femmine restano di solito nel branco per tutta la vita — circa 18 anni — i maschi vengono di solito sostituiti da un gruppo di maschi più giovani e più forti nel giro di due o tre anni. I maschi scacciati hanno la vita dura. Non essendo più nel fiore degli anni, spesso sono incapaci di procurarsi abbastanza da mangiare. Per questo alla fine del paragrafo 3 si è detto che il leone è re “per un po’”.
È raro che i maschi imparentati del branco combattano per le femmine. Spesso le femmine del branco vanno in calore tutte nello stesso tempo. Il primo maschio che trova una femmina disponibile la possiede. Gli altri maschi se ne stanno a distanza. Ma dato che tutte le femmine sono disponibili quasi contemporaneamente, tutti i maschi di solito hanno una femmina con cui accoppiarsi.
Ci sarà così un maggior numero di piccoli, il che significa più liti domestiche, che sono snervanti, come tutte le madri e tutti i padri sanno bene.


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