martedì 28 luglio 2009

Iceberg



Palazzi di cristallo sul mare
“ICEBERG sulla rotta!”, grida l’uomo di vedetta con voce ansiosa. L’equipaggio sul ponte della nave reagisce immediatamente. La marcia dei motori viene invertita per evitare la collisione. Ma è troppo tardi. Sul fianco destro della nave si apre una falla che risulterà fatale.
In meno di tre ore l’Atlantico settentrionale inghiotte quello che allora era il più grande transatlantico di lusso del mondo. Il 15 aprile 1912, appena cinque giorni dopo la partenza per il viaggio inaugurale dall’Europa all’America Settentrionale, il Titanic si posa sul fondo dell’oceano, a una profondità di quattro chilometri. Muoiono in mare circa 1.500 persone, fra passeggeri e uomini dell’equipaggio.
E che ne fu del colossale blocco di ghiaccio? Rimase praticamente intatto. Solo la punta entrò in collisione con il Titanic. Il giorno seguente fu avvistato in acque più calde a sud, come se nulla fosse accaduto. La fine dell’iceberg, che si sciolse a poco a poco nel vasto oceano, venne presto dimenticata. L’affondamento del Titanic, però, è ricordato ancor oggi come una tremenda catastrofe marittima.
Iceberg! Così belli e maestosi, eppure così pericolosi. Li avete mai visti da vicino e avete capito che effetto hanno sull’uomo e sulla natura? Vorreste sapere perché e come vengono all’esistenza? E cosa viene fatto per proteggere la gente in mare dal pericolo degli iceberg? (Vedi il riquadro “International Ice Patrol”).
Origine e ciclo vitale
Gli iceberg sono in pratica dei giganteschi blocchi di ghiaccio di acqua dolce. Provengono dai ghiacciai e dall’inlandsis, l’estesa coltre di ghiaccio che ricopre l’Artide e l’Antartide. Sapevate che dalla calotta antartica proviene circa il 90 per cento degli iceberg della terra? E anche i più grandi si staccano di lì. La parte emergente può raggiungere i 100 metri di altezza; e possono essere lunghi oltre 300 chilometri e larghi 90. Il peso dei grandi iceberg oscilla tra i 2 milioni e i 40 milioni di tonnellate. E come i fiocchi di neve, non ci sono due iceberg uguali. Alcuni hanno un aspetto tabulare avendo la cima piatta. Altri assumono un aspetto cuneiforme o cupoliforme, altri ancora sono a pinnacolo.
Di solito la parte emersa di un iceberg va da un settimo a un decimo soltanto della massa totale. Questo vale in particolare per gli iceberg tabulari. È più o meno quello che avviene a un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d’acqua. Tuttavia la proporzione fra ghiaccio emerso e ghiaccio sommerso varia, secondo la forma dell’iceberg.
Gli iceberg antartici tendono ad avere cima piatta e pareti verticali, mentre gli iceberg artici sono spesso irregolari e a forma di torre. Questi ultimi, che provengono soprattutto dalla coltre di ghiaccio che ricopre la Groenlandia, costituiscono la più grande minaccia per l’uomo, dato che andando alla deriva possono incrociare la rotta dei transatlantici.
Ma come si formano gli iceberg? Nelle regioni settentrionali e meridionali della terra spesso la quantità di neve e nevischio che cade supera quella che fonde ed evapora. Come risultato gli strati di neve che si formano sulle superfici continentali diventano ghiaccio glaciale. Anno dopo anno, man mano che cadono altra neve e altro nevischio, ha luogo una progressiva compattazione. Si creano così massicce coltri di ghiaccio su estese aree di terra come la Groenlandia. Infine il ghiaccio raggiunge uno spessore e una durezza tali da far scivolare molto lentamente il pesante ghiacciaio da pendii elevati sino a valle e infine nel mare. Descrivendo questo spostamento, Bernard Stonehouse ha detto in un suo libro: “Il ghiaccio, pur essendo duro, è elastico e si deforma con facilità; sottoposti a pressione i suoi cristalli esagonali si compattano, poi scivolano l’uno sull’altro dando luogo allo scorrimento e alla caduta tipici dei ghiacciai”. — North Pole, South Pole.
Immaginate un fiume di ghiaccio che si sposta lentissimamente su un terreno irregolare. Avendo già profonde fessure verticali, questa gigantesca lingua di ghiaccio subirà ulteriori modifiche così da produrre, una volta raggiunta la costa, un fenomeno spettacolare. Sotto l’effetto combinato delle maree, del moto ondoso e dell’erosione sottomarina, un enorme pezzo di ghiaccio d’acqua dolce che può estendersi per 40 chilometri nel mare, si staccherà dal ghiacciaio con enorme fragore. È nato un iceberg! Un osservatore l’ha descritto come un “castello di cristallo galleggiante”.
Nell’Artide si formano ogni anno da 10.000 a 15.000 iceberg. Tuttavia pochissimi, relativamente parlando, raggiungono le acque più a sud lungo la costa di Terranova. Che ne è di quelli che vi arrivano?
Spostamento degli iceberg
Le correnti oceaniche trasportano la maggior parte degli iceberg che si sono staccati in un lungo viaggio prima di spingerne alcuni a ovest e a sud e infine nel Mare del Labrador, soprannominato Iceberg Alley (Vialetto degli Iceberg). Gli iceberg che dal luogo di origine vanno alla deriva per circa due anni giungendo nell’Atlantico, al largo della costa del Labrador e di Terranova, hanno breve vita. Spingendosi in acque più calde, subiscono un esteso deterioramento dovuto a fusione, erosione e distacco di altri blocchi di ghiaccio.
Di giorno normalmente il ghiaccio fonde e l’acqua si raccoglie nelle fessure. Di notte quest’acqua gela e si espande, facendo staccare dei pezzi di ghiaccio. In tal modo l’iceberg cambia improvvisamente forma, e il suo baricentro si sposta. La massa di ghiaccio si ribalta quindi nell’acqua, mettendo allo scoperto una scultura di ghiaccio completamente nuova.
Mentre il ciclo continua e i castelli di ghiaccio si spaccano riducendosi ulteriormente di dimensione, essi producono i loro propri iceberg, che possono essere grandi quanto una casa di media grandezza, o anche più piccoli, forse come una cameretta. Alcuni di questi piccoli iceberg finiranno anche nelle acque basse del litorale e nelle insenature.
Quali che siano le circostanze, le condizioni ambientali che l’iceberg trova nelle acque meridionali più calde lo faranno rapidamente frammentare in pezzetti di ghiaccio d’acqua dolce che finiranno poi nel possente oceano. Finché questo non avviene, però, con gli iceberg bisogna agire con circospezione.
In che modo gli iceberg influiscono sulla nostra vita
I pescatori che vivono dei prodotti del mare sono portati a considerare gli iceberg fastidiosi e pericolosi. Un pescatore ha detto: “L’iceberg può essere desiderato dai turisti, ma per il pescatore rappresenta una minaccia”. Alcuni pescatori che erano andati a controllare le reti hanno scoperto che un iceberg, spinto dalla marea e dalla corrente, aveva distrutto le loro preziose reti nonché il pescato.
Gli iceberg meritano rispetto. “È meglio mantenere le distanze”, dice lo skipper di una barca a vela. “Gli iceberg sono assolutamente imprevedibili! Enormi blocchi possono staccarsi da iceberg alti, oppure, quando toccano il fondo, grandi pezzi possono staccarsi e rimbalzare fino a voi. L’iceberg può anche roteare e ribaltarsi con conseguenze disastrose per chiunque si avvicinasse troppo!”
Un altro motivo di preoccupazione è che gli iceberg erodono il fondo marino. Secondo un osservatore, “se il pescaggio dell’iceberg è pressoché uguale alla profondità dell’acqua, è noto che esso può scavare lunghi e profondi solchi. Una simile attività nelle aree dove si effettuano ricerche petrolifere avrebbe effetti devastanti sulle strutture costruite sopra i pozzi”.
A questo punto potreste pensare che staremmo molto meglio senza iceberg. La storia degli iceberg, però, non ha solo lati negativi. Un abitante di Terranova ha fatto questo commento: “Anni fa, prima che i frigoriferi diventassero una cosa comune, la gente di alcuni paesini della costa prendeva pezzetti di iceberg e li gettava nei pozzi per mantenere gelata l’acqua. Un’altra abitudine era quella di conservare pezzi di ghiaccio di iceberg in bidoni di segatura per fare il gelato in casa”.
I turisti sono particolarmente attratti da queste colossali montagne di ghiaccio galleggiante. Cercano dei punti favorevoli sulla costa scoscesa di Terranova per avere una vista panoramica dell’Atlantico e poter osservare questi giganti del mare. I fotografi sono occupatissimi a immortalare questi momenti.
Gli iceberg rappresentano inoltre una potenziale e quasi illimitata riserva d’acqua potabile. La distillazione e l’imbottigliamento dell’acqua di iceberg potrebbero infine diventare un’impresa realizzabile in questo tempo di inquinamento idrico senza precedenti. Potrebbe sembrare semplice localizzare un gigantesco “cubo di ghiaccio” e rimorchiarlo in porto per ricavarne acqua potabile. In realtà è una sfida colossale che finora si è rivelata ardua.


6 commenti:

  1. interessante. Dobbiamo mobilitarci per difendere questi posti che gli uomini con la loro incoscienza stanno distruggendo, non lo dobbiamo fare per noi, ma per i nostri nipoti...che mondo lasceremmo a loro?

    RispondiElimina
  2. Post molto interessante! gli iceberg sono davvero belli e fanno parte della natura bella che però può rivelarsi un enorme pericolo e quindi, nel loro aspetto quasi incantato, mi procurano un senso di angosciosa ammirazione . Buona serata

    RispondiElimina
  3. Blog curioso...sicuramente ci rivediamo!

    RispondiElimina
  4. I tuoi post sono sempre molto belli ed interessanti, mi piace questo blog!
    Ciao ciao
    Cinzia

    RispondiElimina

Post più popolari