venerdì 25 dicembre 2009

UNA TERRA SENZA FORESTE


VASTE zone che per millenni sono state coperte da lussureggianti foreste pluviali tropicali stanno diventando brulle. Popolate un tempo da uccelli esotici e da altri animali che si rifugiavano sotto la folta chioma di milioni di specie di piante e alberi, alcuni dei quali alti fino a 60 metri, queste belle zone verdeggianti e vibranti di vita stanno rapidamente diventando distese desolate.

Con distruttiva efficienza l’uomo sta devastando i monti con la scure, la sega, il bulldozer e il fiammifero. Ne sta facendo delle distese spoglie, bruciate e deturpate. L’inesorabile distruzione delle foreste tropicali della terra viene effettuata al sorprendente ritmo di 20 ettari al minuto, ovvero più di 100.000 chilometri quadrati all’anno: una superficie pari a quella dell’Austria.

Scompaiono, purtroppo, anche gli uccelli esotici, la fauna selvatica e le forme di vita vegetale che non si possono trovare in nessun’altra zona climatica della terra. L’uomo sta distruggendo parte dell’intricatissimo ecosistema così essenziale per la sua vita e da cui trae incalcolabili benefici.

Oltre metà dei medicinali che l’uomo usa vengono dalle piante, moltissimi da piante tropicali. Cosa farebbe l’industria senza la fonte della gomma, della trementina, della malacca, del bambù — tutte piante originarie della foresta tropicale — oltre che di un’infinità di fibre, resine, tinture e spezie? L’uomo sta distruggendo ciecamente e indiscriminatamente un tesoro di immenso valore.

Queste grandi foreste producono enormi quantità di ossigeno indispensabile alla vita. Il diboscamento ha già avuto un effetto grave ed immediato su gran parte del mondo. Nazioni come Brasile, Indonesia e Filippine hanno già visto trasformarsi rapidamente le loro fitte giungle in distese desolate e praticamente spoglie. “Nel Sud-Est asiatico ben 10 milioni di ettari di suolo un tempo ricoperto di foreste producono ora soltanto erbe tenaci e inutili da cui non si ricava né cibo, né combustibile, né foraggio”, riferisce il World Resources Institute.

Ogni paese dell’Africa sta perdendo il suo manto arboreo. In effetti, il deficit delle foreste è ora la norma in tutto il Terzo Mondo. In 63 paesi un miliardo e mezzo di persone abbattono gli alberi più in fretta di quanto non possano ricrescere, creando un deficit che può solo condurre alla bancarotta, in termini di foreste e di legna da ardere.

La distruzione delle foreste riguarda direttamente uno dei principali mezzi di sussistenza dell’uomo: l’agricoltura. Tanto per cominciare, quando l’uomo abbatte gli alberi che ricoprono i monti e i colli per piantarvi i suoi semi, il suolo, spogliato della vegetazione che lo trattiene, è rapidamente asportato dall’acqua. Inoltre, nei paesi dove la legna da ardere scarseggia, si calcola vengano bruciate annualmente 400 milioni di tonnellate di letame . . . Si calcola che bruciando questo potenziale fertilizzante la produzione cerealicola venga ridotta di oltre 14 milioni di tonnellate”.

Le grandi foreste della terra sono veramente condannate da forze irreversibili? Oppure questa generazione lascerà ai suoi figli gran parte delle risorse e della bellezza della terra? È una generazione che parla molto, scrive tanto, ma conclude poco. Quale sarà dunque il futuro dei suoi figli? Il tempo lo dirà, e di tempo ne rimane ormai poco.


Foresta Tropicale

Vaste formazioni boschive che si sviluppano alle latitudini comprese tra il Tropico del Cancro a nord ed il Tropico del Capricorno a sud, le foreste tropicali sono formazioni naturali con la maggiore biodiversità esistente al mondo. Dette anche foreste pluviali per via della grande quantità di acqua piovana che assorbono in un anno, esse si sviluppano nell'America centrolatina, nel sud-est asiatico e nell'Africa tropicale. In queste aree la temperatura si aggira mediamente intorno ai 27 gradi, con piccole oscillazioni di 2 o 3 gradi al massimo, e con precipitazioni medie di 2.500 mm di pioggia all'anno. Nella foresta tropicale del bacino del Mar dei Caraibi le maggiori precipitazioni avvengono nelle alte isole vulcaniche delle Piccole Antille. Sui monti diGuadalupa, Martinica e Dominica, infatti si registrano valori di 10.000 mm di pioggia l'anno, con punte di 12.000 mm sulla cima del vulcano La Soufriere nell'isola diGuadalupa. La mancanza di ritmi stagionali, l'elevata umidità e le abbondanti piogge, favoriscono una vegetazione rigogliosa con alberi sempreverdi molto alti, sottobosco buio e poco fertile, scarsità di materiale organico depositato al suolo, presenza di piante rampicanti ed epifite, e una elevata biodiversità, sia nelle zone interne che in quelle più costiere. Nell'area geografica interessata dal bacino del Mar dei Caraibi si trovano vaste estensioni di foresta tropicale nella piatta Penisola dello Yucatan, nell'isola di Cuba, dove nella regione di Matanzas si trova uno dei mangrovieti più estesi del mondo, e nella Penisola di Samanà, dove si ha la maggiore concentrazione di palme da cocco di tutti i Caraibi. Nella foresta tropicale le chiome degli alberi sono molto vicine tra loro e formano una volta molto fitta che lascia penetrare appena piccole quantità di luce nel sottobosco, per ciò quasi sempre spoglio. Fa eccezione il sottobosco delle isole vulcaniche nutrito e arricchito dai minerali e dai gas naturali che si sprigionano al suolo. Sempre sul vulcano La Soufriere nell'isola di Guadalupasi trova un rigoglioso sottobosco con felci giganti di 15 metri. Data la quasi assenza di vento i fiori che crescono nella foresta tropicale vengono impollinati solo dagli insetti, per questo i loro petali sono molto profumati e dai colori particolarmente sgargianti per risultare ben visibili proprio agli insetti. Nella foresta tropicale dell'isola di Grand Bahama, nel cuore dell'arcipelago delle Bahamas, si trova una delle maggiori e spettacolari concentrazioni di fiori tropicali ed orchidee di tutto il mondo.







domenica 13 dicembre 2009

Che cos'è un acquario?

CHE cos’è un acquario? Un passatempo? Un’istruzione? Un divertimento? Un’entrata? Una vasca di pesci può essere ciò che desiderate che sia, e potete metterci ciò che volete che contenga. Molte famiglie si son divertite facendo di un acquario domestico un passatempo familiare. Può provvedere ore di trattenimento, consentendo di osservare e aver cura di questi scagliosi amici.

Giovani e vecchi spesso trovano affascinante avere una vasca di pesci. Un ragazzo undicenne che lo chiama un “passatempo divertente” dice: “Mi piace osservare qualche cosa di vivo. Mi piace guardare i pesci che giocano, come a nascondiglio”. E un uomo, scrittore ed editore, dice: “I quattro pesci dorati che sono in un grande vaso di vetro, vicino alla mia grande sedia, sono una gioia. Provo più sollievo osservando i loro graziosi movimenti che non guardando i miei cosiddetti tesori artistici che adornano gli scaffali e le pareti del mio appartamento”.

Altri provano non solo gioia ma anche rilassamento e istruzione avendo un acquario. Il libro Tropical Fish lo esprime in questo modo: “Solo osservando i graziosi movimenti, il gioco senza inibizioni, l’assoluta gioia di vivere del pesce sano, si prova un rilassante tonico per i nervi. . . . Come istruzione, l’acquario provvede un’esperienza vivente della natura . . . Allorché creiamo per i pesci un ambiente salutare, impariamo molte cose intorno a tutta la natura. Vediamo ciò che la giusta ossigenazione (e, per converso, la respirazione in condizioni di inquinamento) significa per la nostra salute”.

I vostri pesci possono divenire in effetti i vostri preferiti. Essi si abitueranno alla vostra presenza e alla vostra mano nell’acquario mentre lo pulite e lo riordinate. Sembra che conoscano la differenza fra la vostra mano e la rete da pesca.


Scelta di un acquario e dei pesci

Se desiderate un acquario, quale dei molti tipi di acquari sceglierete? Un vaso piccolo, rotondo, tutto di vetro come un oggetto ornamentale, facile da mantenere? Forse una vasca rettangolare con i lati di cristallo e gli angoli metallici? A questo riguardo molti ne preferiscono uno che sia lungo, alto e stretto in modo che serva da una specie di esposizione, alquanto simile a un quadro. Altri ne preferiscono uno che sia basso e largo, che faciliti la riproduzione.

Benché ci siano più di 30.000 specie di pesci noti, i pesci tropicali sono preferiti. Ci sono, naturalmente, pesci tropicali d’acqua dolce e d’acqua salata. La maggioranza delle persone riempie l’acquario d’acqua dolce, scegliendo una varietà di pesci che vi possano vivere bene andando d’accordo l’uno con l’altro.

Quando acquistate i pesci nel negozio che li vende, dovete badare a scegliere pesci sani. L’aggiunta di pesci malati al vostro acquario può causare la perdita di quelli che son già nella vasca.

Cura per l’acquario

Se si è fatta la scelta di avere un acquario, si deve pure dedicare tempo per averne debitamente cura. Contrariamente alle vedute di molti, comunque, la cura per un acquario non richiede di vuotarlo e pulirlo ogni settimana oppure ogni mese.

Togliendo ogni settimana una piccola quantità d’acqua dal fondo dove si raccolgono le feci, e aggiungendo acqua pulita, usando un filtro meccanico per mantenere l’acqua pulita, alcuni appassionati han fatto trascorrere anni prima di ripulire del tutto il loro acquario. Oltre a mantenere pulita la vostra vasca, dovete anche provvedere al vostro pesce l’occorrente perché rimanga sano.


Ossigeno e luce

Affinché il vostro pesce rimanga sano deve avere il necessario ossigeno. Esso assorbe l’ossigeno disciolto nell’acqua allorché passa per le sue branchie. La quantità di ossigeno dell’acquario è determinata dalla temperatura dell’acqua (l’acqua fresca contiene più ossigeno dell’acqua calda), e anche dalla quantità di superficie acquea. L’acqua si rifornisce della sua provvista d’ossigeno quando è a contatto con l’atmosfera. Alcuni usano una pompa elettrica per forzare l’aria attraverso un tubo nell’acquario. Mentre una piccola quantità di ossigeno è assorbita dalle bolle d’aria, lo scopo principale per cui si immette l’aria è quello di far circolare l’acqua in alto verso la superficie, dove l’ossigeno è assorbito.

Poiché la quantità di superficie acquea determina la quantità di ossigeno, un vaso rotondo di vetro che abbia in cima una circonferenza inferiore non dovrebbe essere riempito completamente. Dovrebbe essere riempito solo un po’ al di sopra della metà, per consentire una maggiore superficie acquea.

A causa della necessità d’ossigeno, la quantità di superficie acquea determina quanti pesci potete avere nel vostro acquario. Naturalmente, la grandezza dei vostri pesci è pure un fattore determinante. Un’autorità ritiene che ci dovrebbero essere almeno venti centimetri quadri di superficie di aerazione per ciascun pesce della grandezza di un pesce milione adulto (lungo sei centimetri). Ciò significa che un acquario con una superficie acquea di venti centimetri per cinquanta (1.000 centimetri quadri) non dovrebbe contenere più di sessanta pesci milione adulti.

L’uso di alcune piante acquatiche nell’acquario è utile. Le piante sane cedono ossigeno e assimilano di giorno anidride carbonica. A loro volta, i pesci assimilano ossigeno e cedono anidride carbonica. Così, le piante sane che crescono non solo sono attraenti nell’acquario ma anche costituiscono una sorgente di ossigeno.

Quando manca ossigeno sufficiente, i vostri pesci ve lo faranno subito sapere con la respirazione rapida o venendo alla superficie, boccheggiando per l’ossigeno.

Luce sufficiente è necessaria per assicurare la salute delle piante, che, a sua volta, contribuisce alla salute dei vostri pesci. Quando non c’è luce a sufficienza, le vostre piante muoiono e si decompongono, la vita microscopica si moltiplica nella vostra vasca e questo può causare la malattia dei pesci. D’altra parte, troppa luce spesso causa eccessive alghe, acqua verde e alta temperatura. Come nel caso della naturale vita all’aperto, il vostro acquario dovrebbe ricevere ogni giorno un totale di circa otto o dieci ore di luce naturale o artificiale.

Temperatura e alimentazione

Oltre al dovuto ossigeno e a sufficiente luce (se ci sono piante) il pesce ha bisogno di giusta temperatura e alimentazione. Uno squilibrio di una di queste cose essenziali causerà senza dubbio problemi nel vostro mondo subacqueo. Come la stessa parola “tropicale” indica una temperatura calda, la maggior parte del pesce tropicale vive meglio a temperature fra i 22 e 26 gradi centigradi. Le temperature più basse di queste possono indebolire la loro resistenza alle malattie. L’acqua troppo calda può privarlo del necessario ossigeno.

È della massima importanza evitare il cambiamento improvviso della temperatura. Questo colpisce sovente i pesci riducendone la resistenza alla malattia. A causa del pericolo del cambiamento improvviso, l’aggiunta di nuova acqua o di nuovi pesci nella vasca è una questione critica. Assicuratevi che la nuova acqua da aggiungere sia della stessa temperatura. Inoltre quando aggiungete nuovi pesci nell’acquario, farete loro un favore se li introdurrete gradualmente nella loro nuova dimora, invece di versarveli semplicemente dentro. Questo si fa facendo galleggiare nella vasca il recipiente di trasporto finché entrambe le acque non siano di uguale temperatura. Questo richiede di solito circa quindici minuti.

L’alimentazione, certo, dovrà provvedersi regolarmente e di tanto in tanto dovrà variarsi. Può essere così semplice come acquistare mangime per pesci secco o congelato; o potete servir loro un gustoso piatto di larve di zanzare, vermi, formiche o mosche, per menzionarne solo alcuni. Potete anche aggiungere dalla vostra propria tavola frammenti di cuore di manzo grattugiato finemente o pezzettini di spinaci tagliuzzati o frammenti di lattuga o di pesce. La buona dieta determina in gran parte se avrete pesci sani che godranno lunga vita e avranno buon colorito. Diversi pesci, naturalmente, hanno diverse abitudini di mangiare, e questo dovrà prendersi in considerazione.

La dovuta alimentazione dei vostri amici pinnati richiede non solo che si dia loro da mangiare, ma anche il modo in cui sono alimentati. In acqua calda il pesce richiede più cibo, giacché respira, digerisce, elimina e cresce più rapidamente che non in acqua fredda. Il pesce sano di solito ha fame e spesso risponde alla vostra presenza nuotando con eccitazione contro la parte anteriore della vostra vasca di vetro, per così dire supplicandovi. Comunque, dovete stare attenti a non dar loro troppo da mangiare.

Una regola generale da applicare è quella di alimentare i vostri pesci solo con tanto cibo quanto ne possono consumare completamente in tre o cinque minuti. Tutto il cibo che avanza per eccesso di alimentazione si decompone. L’alimentazione eccessiva dà luogo all’aumento di vita batterica e quindi alla malattia e alla morte del pesce. Poiché i pesci mangiano un po’ alla volta durante tutto il giorno nel loro ambiente naturale, si preferiscono di solito alimentazioni piccole e frequenti. Comunque, se è conveniente alimentarli una sola volta al giorno, in genere è meglio far questo la mattina.

Le condizioni che causano le malattie dei pesci sono principalmente le stesse di tutte le creature viventi, cioè sovraffollamento, freddo o temperature fluttuanti, dieta deficiente, alimentazione eccessiva, insufficiente illuminazione e vicina decomposizione o morte di materia. Una qualsiasi di queste cause può infrangere l’immunità naturale dei pesci.


Riproduzione dei pesci tropicali

I pesci tropicali in genere sono classificati a seconda che generino pesciolini vivi o depongano uova. Di queste due specie, quelli che generano pesciolini vivi sono di solito assai più semplici da riprodurre e allevare. Ciò avviene perché il pesciolino che nasce vivo è pienamente sviluppato e di solito è più grande di quello che si forma nell’uovo. Il nuovo pesciolino può nuotare vigorosamente e può mangiare lo stesso cibo finemente triturato che mangiano i suoi genitori.

Quelli che riproducono pesciolini vivi si distinguono facilmente in quanto al sesso, poiché i maschi hanno una modificata pinna anale con cui fecondare la femmina mentre le nuota accanto. Potete facilmente riconoscere un pesce gravido che deve generare pesciolini vivi dalla sua grandezza e dalla parte scura della sezione anale dietro la pinna inferiore. Molti genitori umani hanno riscontrato che la riproduzione di questi pesci è un mezzo naturale per insegnare ai loro figli i “fatti della vita”.

Poiché le femmine che generano pesciolini vivi e gli altri pesci sono inclini a mangiare i piccoli, vorrete mettere una protezione per i nuovi pesciolini che nascono. Il modo migliore è quello di separare la madre dagli altri pesci voraci prima che partorisca. Quindi potete provvedere ai piccoli un luogo nascosto come un fitto di piante o usare qualche tipo di vaschetta di riproduzione, per impedire che la madre divori i propri piccoli.

Ci sia in un vaso per pesci un solo pesce o sia un grande acquario pieno di pesci, molte famiglie trovano dilettevolmente salutare contemplare come ciascun pesce riflette l’inesauribile varietà creativa del Creatore.

Che cos’è un acquario? Per molti è rilassamento, gioia e qualche cosa che avvince.



domenica 8 novembre 2009

IMITATORI A RISCHIO DI ESTINZIONE




I pappagalli sono “tra gli uccelli più a rischio”, osserva il dottor Timothy Wright dell’Università del Maryland (USA). Purtroppo la loro livrea dai colori vivaci e la loro affascinante capacità di imitare la voce umana hanno aggravato la minaccia di estinzione.
Fatto interessante, fu un medico greco del V secolo a.E.V. a fare la prima descrizione di cui si abbia notizia di un parrocchetto domestico. Egli si meravigliò quando l’uccello iniziò a pronunciare parole in greco oltre ad alcune parole in una lingua del suo paese di origine, l’India.
Oggi la capacità di imitare del pappagallo ne ha accresciuto la popolarità come animale da compagnia e ne ha alimentato il commercio illegale. Studi condotti negli scorsi 20 anni indicano che in 14 paesi i bracconieri hanno rovinato il 30 per cento dei nidi di 21 specie di pappagalli, mentre nel caso di 4 specie la percentuale era del 70 per cento. Il basso tasso di riproduzione, generalmente una covata all’anno, unitamente alla distruzione del suo habitat naturale hanno fatto lievitare i prezzi: più il pappagallo è raro più alto è il prezzo.
La gravità del rischio di estinzione diviene evidente dalle notizie sulla quantità esigua di esemplari di alcune specie. Si calcola che in Brasile ci siano meno di 200 macao di Lear. Il pappagallo portoricano se la passa peggio con meno di 50 esemplari che vivono nel loro ambiente naturale. La conservazione del macao di Spix, considerato estinto nel suo ambiente naturale, dipende dai tentativi fatti con i programmi di riproduzione in cattività.
Finché esisteranno, questi uccelli meravigliosi attesteranno l’esistenza di un Creatore che evidentemente si diletta del loro straordinario aspetto e delle loro notevoli capacità. L’avidità umana porterà all’estinzione dei pappagalli? Solo il tempo lo dirà. Intanto questi imitatori restano a rischio di estinzione.




domenica 25 ottobre 2009

CON I PAPPAGALLI SI RIDE A ... RIPETIZIONE

Un uomo desidera un pappagallo, così si reca ad un asta di animali dove trova un bellissimo pappagallo.
L'uomo inizia a fare offerte, il prezzo continua a lievitare e alla fine, quando ormai ha raggiunto 3.000 euro, l'uomo riesce ad accaparrarsi il pappagallo. Dopo avere pagato, si rende conto di non avere chiesto se l'uccello è in grado di parlare. Ritorna dal banditore e chiede:
" Parla il pappagallo?".
"Si certo - risponde l'uomo, chi crede che rialzasse continuamente le sue offerte?".

La mamma va alla gabbia della cocorita per darle da mangiare, ma trova la gabbia vuota.

- Pierino, che fine ha fatto la cocorita? – chiede.

E Pierino risponde: - Non lo so, mammina, ma prima ho sentito il gatto che parlava!

Una donna incontra il parroco:

-Come sono disperata padre! Non so come fare!

-Cosa le succede signora? Come mai Ë così afflitta?

-Mi hanno fatto un regalo...

-Ma allora dovrebbe essere contenta!Che cosa le hanno regalato?

-Un pappagallo parlante...

-Ma è bellissimo, ne ho uno anche io! E che cosa dice di bello?

E' proprio questo il problema! Tutte le volte che gli passo vicino dice: "Muori, brutta vecchia!"

-Oh ma è tremendo-- dice il parroco

-Sono disperata non so cosa fare per farlo smettere!

-Guardi, se è per questo ci penso io! Le presto il mio pappagallo, è così buono ed educato...vedrà che in una settimana il suo diventerà bravissimo!

La donna prende il pappagallo e se ne va. Dopo una settimana torna ancora più disperata di prima.

-Allora signora, cosa è successo al suo pappagallo?

-Niente è tutto come prima ogni volta che gli passo vicino mi dice: "Muori, brutta vecchia"

Oh è incredibile! E il mio che dice?

-ASCOLTACI OH SIGNORE!.

Un uomo e una donna vanno in un negozio di animali. L'uomo dice alla donna:

- Quale pappagallo vogliamo prendere quello rosso o quello verde?

-Prendiamo quello rosso che quello verde non è ancora maturo

Ogni mattina un muratore mentre si reca al lavoro passa sotto un balcone. un pappagallo come lo vede gli fa:

-Cretinoooo!!!!!.

Il muratore lo sopporta per 2 mattine poi arrabbiato alla 3 mattina sale sopra e picchia violentemente il pappagallo. Poi allontanandosi gli fa:

-Voglio vedere domani se mi dici ancora cretino.

La mattina successiva il muratore passando di lì guarda il pappagallo e gli fa:

- Questa mattina non parli,eh??.

E il pappagallo:

-No. Io con i cretini non parlo!!!!!!!.

Qualcuno telefona alla polizia:

- Aiuto, polizia! Aiuto, aiuto, aiutoooooo! Un gatto nero è entrato in casa!

L'agente di polizia, stupito, chiede:

- Ha telefonato per questo?

- Certo, perchè... io sono un pappagallo!

Un prestigiatore, attrazione di una nave da crociera, possiede un pappagallo che gli rovina sempre lo spettacolo coi suoi interventi, anticipando i trucchi e dicendo:
- Ha un asso nella manica. - ha il re di fiori nel taschino. - La colomba e' uscita da un buco del suo cappello.
e così via.

Una notte, dopo una collisione con uno scoglio, la nave affonda e il pappagallo si ritrova su una scialuppa di salvataggio insieme al prestigiatore, in balìa delle onde.Per qualche giorno il pappagallo se ne sta zitto, osservando però con aria inquisitoria il prestigiatore. Alla fine però non ne può più:
- D'accordo, mi arrendo. Cosa ne hai fatto della nave?

Un ragazzo ha preso un pappagallo da poco tempo. Questo pappagallo non la smette mai di parlare, ma il vero problema è che, quando parla, dice sempre delle parolacce e delle volgarità. Un giorno il ragazzo era talmente esasperato che prende il pappagallo per il collo e urla:

-SMETTILA DI DIRE PAROLACCE!!!".

Il pappagallo continua a dire volgarità più di prima. Il ragazzo allora prende il pappagallo e lo rinchiude in un armadietto ma, non ottiene risultati: il pappagallo grida ingiurie a più non posso. Preso dall'esasperazione estrema, il ragazzo prende il pappagallo e lo rinchiude nel congelatore. Dopo qualche minuto di silenzio, il ragazzo apre lo sportello del congelatore e vede uscire il pappagallo che sale con tranquillità sul suo braccio e dice:

-Sono terribilmente desolato per quello che ho combinato...

Il ragazzo è stupefatto...Sempre con molta calma il pappagallo chiede:

-Giusto per sapere...che aveva fatto il pollo?



domenica 18 ottobre 2009

Le piramidi del Messico




OGGI quasi tutti sanno cosa sono le piramidi d’Egitto. Anche in America, particolarmente in Messico, gli archeologi hanno ritrovato molte costruzioni a forma di piramide. Come le piramidi d’Egitto, quelle del Messico hanno molti secoli e sono avvolte nel mistero.
Una piramide egiziana è una struttura funeraria di pietre squadrate. Corridoi interni portano alla tomba, la parte più importante della piramide. Quella messicana, tuttavia, consiste di un grande cumulo di terra con un tempio alla sommità e una scalinata esterna per accedervi. Salvo poche eccezioni, le piramidi trovate in America non erano tombe.
Teotihuacán: “La città degli dèi”
Teotihuacán è uno dei più straordinari siti di piramidi del Messico. Situata una cinquantina di chilometri a nord-est di Città di Messico, Teotihuacán è ancora un mistero per antropologi e archeologi. Questa antica metropoli fu abbandonata dai costruttori oltre 500 anni prima della comparsa della cultura azteca. Il nome Teotihuacán, che deriva dalla lingua nahuatl, significa “la città degli dèi” o “il luogo dove si diventa dio”. Si pensa che siano stati gli aztechi a dare questo nome alla città quando la visitarono.
George Stuart, uno dei direttori della rivista National Geographic, spiega che “Teotihuacán fu il primo vero centro urbano dell’emisfero occidentale . . . Sorse intorno all’inizio dell’era cristiana, durò circa sette secoli, quindi entrò nella leggenda. Si calcola che all’apice della sua prosperità, verso il 500 d.C., avesse una popolazione che oscillava fra le 125.000 e le 200.000 persone”.
Quasi al centro della città c’è la grande Piramide del Sole. Misura alla base circa 220 metri per 225 e i suoi cinque gradoni raggiungono l’attuale altezza di circa 63 metri. Per arrivare in cima alla piramide bisogna salire più di 240 scalini. A nord della città antica c’è la Piramide della Luna, alta 40 metri. Un tempo c’erano dei templi sulla sommità di queste due piramidi principali.
Negli ultimi decenni si è appreso molto riguardo a queste piramidi. Tuttavia, per citare Stuart, “non sappiamo ancora quasi nulla delle origini dei teotihuacani, della lingua che parlavano, di com’era organizzata la loro società e di cosa ne causò il declino”.
Altri luoghi dove sorgono piramidi
Nel cuore di Città di Messico si può visitare il templo mayor, o grande tempio, degli aztechi. Anche se non si vede nessuna piramide, le rovine di una costruzione a piramide che costituiva la base del templo mayor sono ancora visibili. Gli archeologi hanno scoperto due altari su cui venivano offerti sacrifici umani.
Tra i luoghi del Messico dove sorgono piramidi uno dei più visitati è Chichén Itzá. Nell’area maya ci sono molte antiche rovine, che sono le più accessibili perché vicine alla città di Mérida, nello Yucatán. Pur essendo stati costruiti in territorio maya, gli edifici rivelano l’influenza dei toltechi in queste regioni. Da alcuni di essi possiamo farci un’idea della grande conoscenza che avevano i costruttori in fatto di matematica e astronomia.
A Palenque i visitatori trovano un imponente complesso maya circondato dalla giungla del Chiapas. Vi sono numerosi edifici e piramidi fra cui il Palazzo e il Tempio delle Iscrizioni. Il Tempio delle Iscrizioni “è uno dei templi più famosi di tutta la Mesoamerica perché non era semplicemente la base di un tempio come tutti gli altri, ma un monumento sepolcrale”, spiega un libro. (The Mayas—3000 Years of Civilization) “All’interno c’è una scala a volta che scende fino alla più splendida camera funeraria scoperta nell’area maya”. La tomba fu costruita per Pacal o Uoxoc Ahau, un governatore vissuto nel VII secolo.
Queste sono soltanto alcune delle piramidi del Messico. Si possono trovare altre rovine e piramidi in molte località del paese. Anche in Guatemala e Honduras ci sono piramidi imponenti. Tutte queste antiche costruzioni mostrano che gli abitanti della Mesoamerica desideravano costruire i loro luoghi di culto in punti elevati. Walter Krickeberg, autore di un libro sulle antiche culture messicane, ha scritto: “L’usanza di costruire templi su un basamento a gradoni risale all’antico culto delle alture”. (Las Antiguas Culturas Mexicanas) E aggiunge: “Mentre per noi il cielo è simile a una ‘volta’, per altri popoli rappresentava un monte mediante cui il sole ascendeva la mattina e scendeva la sera; perciò, le sue pendici sono a gradini come quelle di un gigantesco edificio. Pertanto il ‘monte artificiale’ . . . fu trasformato in una piramide a gradoni e, come si deduce dalle leggende e dalle usanze, fra i numerosi popoli della Mesoamerica divenne simbolo del cielo”.





Pensiero biblico:

Forse questo concetto ricorda il racconto biblico della torre di Babele, che si trovava in una città chiamata in seguito Babilonia. Genesi 11:4 dice dei costruttori di questa torre: “Ora dissero: ‘Suvvia! Edifichiamoci una città e anche una torre con la sua cima nei cieli, e facciamoci un nome celebre’”. Non molto lontano dalle rovine di Babilonia gli archeologi hanno scoperto costruzioni piramidali note come ziqqurat.
La forma di adorazione che ebbe origine a Babilonia si diffuse in molte parti del mondo, giungendo probabilmente nella regione che fu chiamata Messico. Non ci sarebbe da meravigliarsi se le ziqqurat di Babilonia come pure la religione che vi era praticata furono i prototipi delle misteriose e imponenti piramidi del Messico.
Ziqqurat

DAL CORRISPONDENTE DI SVEGLIATEVI! IN MESSICO


sabato 10 ottobre 2009

Il cane più piccolo al mondo







CERCATE un amico a quattro zampe che sia estroverso, eppure contento di starsene tranquillo sulle vostre ginocchia o al vostro fianco mentre leggete? Che mangi poco e non richieda molto spazio né di essere portato fuori ogni giorno per fare esercizio? Allora forse vi piacerebbe avere un chihuahua, la razza canina ritenuta la più piccola al mondo*.
Il chihuahua è un buon cane da guardia, perché è sempre all’erta e si fa sentire. E poi è coraggioso e non si lascia affatto intimidire dai cani più grossi.
Ha testa arrotondata, luminosi occhi distanti, espressione arguta e orecchie erette, che si abbassano quando è a riposo. Il pelo può essere corto e morbido o lungo e liscio, di colore rossiccio, biondo, nero corvino o marrone, di tinta unita, pezzato o macchiato. Una caratteristica particolare di quasi tutti i cuccioli è la parte molle all’apice del cranio, simile a quella di un bambino appena nato.
Origine del chihuahua
Esistono diverse teorie circa l’origine di questa razza, ma sembra che il chihuahua discenda da un cane di piccola taglia chiamato techichi, allevato dai toltechi del Messico nel IX secolo E.V. Una conferma di questa origine si trova in un monastero di Huejotzingo che era stato costruito dai frati francescani con pietre prese dalle piramidi di Cholula. Sulle pietre sono visibili antiche incisioni che sembrano raffigurare dei chihuahua.
Poi gli aztechi sconfissero i toltechi, e per l’aristocrazia azteca questi cagnolini, in particolare quelli nero corvino, divennero oggetto di venerazione. Si pensava che guidassero gli spiriti dei morti nel loro viaggio verso l’aldilà. Montezuma II, ultimo imperatore degli aztechi, aveva la passione per i chihuahua. Pare che ne avesse centinaia, ciascuno con il suo guardiano. Scheletri di chihuahua sono stati rinvenuti in tombe di esseri umani al confine tra il Messico e gli Stati Uniti.
Thelma Gray, studiosa di storia ed esperta di chihuahua, dedusse da una ricerca che il cane degli aztechi fosse un incrocio con un piccolo terrier importato dai conquistadores spagnoli. Da questo incrocio si sarebbe arrivati all’odierno chihuahua ancora più piccolo. Si chiama così perché, verso la metà del XIX secolo, degli americani che si erano recati in Messico scoprirono questa razza canina nello stato di Chihuahua e ne portarono alcuni esemplari negli Stati Uniti. Più o meno in quel periodo Carlotta, moglie di Massimiliano d’Asburgo imperatore del Messico, contribuì alla fama internazionale dei chihuahua portandone alcuni in Europa.
Un chihuahua per compagnia
I chihuahua sono cani che stanno bene in casa, ideali per le persone anziane, handicappate o che non possono uscire. Hanno bisogno di molte attenzioni e contatti umani. Comunque, dato che sono così piccoli, si devono prendere delle precauzioni. Possono rimanere feriti in modo grave o uccisi se qualcuno distrattamente li calpesta, ci si siede sopra o li stringe troppo.
PERICOLO
Non dovrebbero essere lasciati incustoditi su superfici alte, come letti e sofà, poiché non hanno il senso dell’altezza e potrebbero facilmente saltare giù e riportare delle fratture. Per queste ragioni non è raccomandabile lasciarli in balia di bambini piccoli.
Tuttavia il chihuahua è più robusto di quanto si pensi. Infatti è una delle razze più longeve, che può vivere quasi vent’anni. È un cagnolino energico e giocherellone, ma può fare tutto l’esercizio di cui ha bisogno divertendosi ogni giorno con i suoi giocattoli. Comunque, poiché brucia le calorie più rapidamente delle razze più grandi e ha un apparato digerente minuscolo, è soggetto a ipoglicemia e ha bisogno di mangiare poco e spesso e di riposare molto. Tremare è normale per questa razza. Difatti un chihuahua non trema solo quando ha freddo, ma anche quando è eccitato, apprensivo, scontento o spaventato.
Il chihuahua è fedele, ansioso di piacere e facile da addestrare. Secondo un libro, “se siete disposti a metterci tutto l’impegno che richiedono i chihuahua, poche razze sono più versatili, amabili e adattabili”. (A New Owner’s Guide to Chihuahuas) Molti hanno riscontrato che il minuscolo chihuahua è un’ottima compagnia.






*[Nota in calce]
Il chihuahua è l’unico cane di piccola taglia “naturale”, cioè l’unico cane non selezionato da esemplari più grandi della stessa razza.




domenica 20 settembre 2009

RISATE DA .... CANI

Un tizio viene fermato dalla polizia stradale in auto con il cane alla guida.
"Ma bene, fa guidare il cane!".
"Ma veramente io ho solo chiesto un passaggio!".


"Ma che bel cane, signora.Alano?".

"Credo di si. Fa la cacca!!!"


Perchè quel cane bastardino ha un semaforo sulla schiena?

Perchè e' un incrocio!


Cosa dice un cane davanti ad un albero di Natale?

Finalmente hanno messo la luce ai cessi!


Qual e' il cane che galleggia meglio?

Il can...otto!


Ad una missione nello spazio partecipano un cane, un gatto ed un carabiniere.Dalla base chiamano via radio:

"Base chiama Apollo 3, rispondete!".
Il cane, dopo aver messo le cuffie, risponde:
Bau...Bau -
OK Apollo 3, hai posizionato il braccio meccanico per l'espulsione del satellite? - Bau...Bau..-
OK Apollo 3, hai impostato la rotta sul computer? -
Bau...Bau...
OK Apollo 3, ora passami il gatto.
Il gatto, prendendo le cuffie dal cane, risponde:
Miao...Miao...
- OK hai impostato la rotta geostazionaria sul computer del satellite?
- Miao...Miao...
- OK hai fatto i rilevamenti per le analisi al rientro?
- Miao...Miao...
- OK ora passami il carabiniere.
"Dite pure base!".
"Hai dato da mangiare al cane e al gatto?".
"Certo!".
" OK ora non toccare più niente, mi raccomando!".


Carabinieri al posto di blocco:

"Non lo sa, signora, che non e' consentito portare cani in auto?".
"Ma è di pelouche!".
"Guardi che non le ho chiesto la razza!".


"Dottore un cane mi ha morso un dito".

"E l'ha disinfettato?".
"No e' scappato subito!".


Una raffinata signora, dall'aspetto molto giovanile e chic, sta' facendo acquisti dall'ortolano.Il suo cagnolino Fuffy, a sua insaputa, sta leccando qua e la, e questo con grande fastidio del proprietario del negozio.Questi, dopo aver pazientato un bel po', richiama gentilmente l'attenzione della signora, che rivolta verso il cane gli dice: "Su, smettila Fuffy! Non vedi che la frutta non e' lavata?".


Un cieco entra in un supermarket con il suo fido cane al guinzaglio.Ad un certo punto, improvvisamente, prende il guinzaglio con cane attaccato e comincia a rotearlo in aria con grande energia. La cassiera sbigottita:

"Ma cosa fa?? E' Pazzo?? ".
E il cieco:
"Calma, calma, sto solo dando un occhiata in giro!! ".


Pierino sta aspettando di attraversare la strada quando un cieco arriva col suo cane guida.Il semaforo è verde e invece che aiutare il padrone il cane alza la zampa e gli fa la pipì sui pantaloni.L'uomo prende un biscotto e lo porge al suo cane.Pierino ci rimane malissimo e chiede al cieco:

"Se fosse stato il mio cane gli avrei tirato un calcione nel sedere!".
Con calma il cieco risponde:
"E' quello che sto cercando di fare, ma prima devo almeno trovare la testa!".


"Dottore io non sono un uomo ma un cane...".

"Si stenda sul lettino...".
"Oh! Grazie! A casa non mi fanno mai salire sul divano!".


Squilla il telefono, ma a casa non c'e’ nessuno tranne il cane.Squilla, squilla, squilla, alla fine il cane si stufa e si arrampica al mobile del telefono, gli da una zampata e rovescia la cornetta sul pavimento.

Voce: "Pronto? ".
Cane: "Bau!".
"Pronto?! ".
E il cane: "Bau! ".
"Ma chi parla? Non si capisce niente! ".
E il cane: "Bau! Bau! ".
"Pronto! Non la sento bene! ".
E il cane arrabbiato: "Bau! B come Bologna, A come Ancona, U come Udine! ".


"Ho smarrito il mio cane e non so come fare".

"Metti un annuncio sul giornale!".
"Ci avevo già pensato, ma lui non sa leggere!".


Un signore sta percorrendo una strada residenziale, quando vede in un giardino un bambino che gioca a scacchi con un cane. Poiché è un fatto alquanto insolito, il signore si ferma a guardare i due che giocano. Dopo 5 minuti, il cane fa scacco-matto. A quel punto il signore dice:

- Lo sai che hai davvero un cane intelligente!
- Non tanto... questa è la prima volta che vince...

martedì 15 settembre 2009

Parliamo di gatti? Si, ma selvatici.


AVANZANDO lentamente, con la testa bassa e gli occhi fissi, il predatore si apposta per la sua preda. Serrando le zampe dietro di sé, si ferma. I muscoli si tendono sotto il fulvo pelame. Poi, come una freccia scoccata dall’arco, si avventa sulla preda spaventata. Con una zampata, il felino ghermisce la vittima e la blocca al suolo.
Lo scenario di questo combattimento all’ultimo sangue non è l’Africa ma l’Australia. L’agile animale in questione non è un possente leone ma un piccolo felino, un gatto inselvatichito. Si calcola che in Australia 12 milioni di questi gatti vaghino per le foreste tropicali a nord, le fredde Alpi Australiane a sud e gli infuocati deserti delle pianure centrali.
Che cos’è un gatto inselvatichito?
I gatti inselvatichiti dell’Australia somigliano ai gatti domestici perché discendono da questi. Hanno il pelame dello stesso colore, nero, bianco, grigio, rossiccio, e presentano gli stessi disegni, ad esempio a macchie, a tinta unita o a strisce. Rispetto ai loro “cugini” domestici, però, i gatti inselvatichiti tendono a sviluppare maggiormente i muscoli del collo e delle spalle. I maschi pesano fra i tre e i sei chili, mentre le femmine fra i due e i quattro chili. A differenza dei gatti domestici, che dipendono perlopiù dall’uomo, quelli inselvatichiti sono del tutto autosufficienti e rifuggono il contatto umano.
Gli antenati di questi felini accompagnarono i primi coloni europei fino in Australia, e nel corso del XIX secolo si diffusero in tutto il continente. Molti gatti fuggirono nelle zone selvagge. Altri nel penultimo decennio del XIX secolo furono messi in libertà intenzionalmente nel tentativo di controllare la piaga dei conigli che stava distruggendo i pascoli. Ben presto i gatti si adattarono al nuovo ambiente e divennero, fra le tante specie introdotte, una delle più numerose. Oggi i gatti inselvatichiti popolano ogni angolo dell’Australia, compresi molti isolotti esterni.
Colonizzatori estremamente adattabili
I gatti inselvatichiti sono prolifici. Prima di compiere un anno la femmina partorirà una cucciolata che può arrivare a sette piccoli. Dopo di che avrà fino a tre cucciolate all’anno, ognuna di quattro-sette piccoli. E per tutta la sua vita, di sette o otto anni, resterà feconda. Se partorisse anche solo una prole di tre femmine e tre maschi ogni anno, e le tre femmine facessero lo stesso, nel giro di sette anni un gatto inselvatichito avrebbe potenzialmente alcune migliaia di discendenti.
Per sopravvivere al clima arido dell’Australia, però, non basta essere molto numerosi. I gatti spesso vanno a caccia nelle ore fresche della sera o al mattino presto. Evitano il caldo del giorno dormendo in tronchi cavi o nelle tane dei conigli. In aggiunta, i gatti inselvatichiti hanno colonizzato perfino i deserti più inospitali perché per sopravvivere non sentono la necessità di bere acqua: possono ottenere tutta l’umidità di cui hanno bisogno dalla carne delle loro prede.
Inoltre sono adattabili per quanto riguarda il cibo. Benché prediligano i conigli, il National Parks and Wildlife Service del Nuovo Galles del Sud afferma: “I gatti uccidono e mangiano oltre 100 specie indigene di uccelli, 50 specie di mammiferi e marsupiali, 50 specie di rettili e molte specie di rane e invertebrati”. E hanno un appetito formidabile. Un maschio mangia ogni giorno una quantità di cibo pari al 5-8 per cento del proprio peso. Se alleva i piccoli, la femmina consuma quotidianamente l’equivalente del 20 per cento del proprio peso. Solo in un anno in un’isola sperduta 375 gatti inselvatichiti hanno mangiato 56.000 conigli e 58.000 uccelli marini.
La maggior parte degli animali indigeni dell’Australia non può competere con un gatto inselvatichito. Secondo la rivista sull’ambiente Ecos, si ritiene che, a causa del loro comportamento da predatori, i gatti inselvatichiti siano responsabili dello “scarso successo ottenuto dai programmi di reintroduzione dei mammiferi in pericolo nelle zone aride dell’Australia”.
Domestici o selvatici?
Sin dai tempi dell’antico Egitto, i gatti sono rinomati come animali da compagnia. In Australia il 37 per cento delle famiglie ha almeno un gatto. Molti di questi gatti non sono castrati e a volte ci si sbarazza dei piccoli indesiderati abbandonandoli nella vicina boscaglia, dove crescono e vanno ad ingrossare la popolazione dei gatti inselvatichiti.
Per impedire che un animaletto adorabile diventi una piaga ambientale, il National Parks and Wildlife Service dell’Australia raccomanda quanto segue: Tenete il gatto in casa, soprattutto di notte. Dategli cibo a sufficienza. Provvedetegli un collare, una medaglietta oppure un microchip per il riconoscimento. Mettetegli tre grandi campanelli in modo da avvertire gli animali selvatici. Castratelo e recintate il cortile per non farlo uscire.
Per mettere in pratica questi suggerimenti ci vogliono tempo e denaro. Ma per chi ama i gatti australiani, forse questo è un piccolo prezzo da pagare.


sabato 5 settembre 2009

RISATE A FIOR DI.... PELO DI GATTO

Un automobilista si avvicina ad un vicino di casa e gli dice:
"Sono veramente spiacente, ma penso di aver investito il suo gatto. Posso sostituirlo?".

Il vicino lo guarda bene e dice:
"A dire la verità, dubito molto che lei sia in grado di acchiappare topi con l'abilità che aveva il mio gatto".



Un signore, esperto di opere d'arte, sta passeggiando per il centro quando vede davanti al negozio di un antiquario un gatto che sta leccando il latte da un piattino che riconosce essere molto antico e di inestimabile valore.Entra allora nel negozio e gli chiede:
"Senta, ho notato davanti alla sua porta quel bel gattino. Mi sembra giovane ed arzillo e io ho proprio bisogno di un gatto simile per la mia casa infestata dai topi. Me lo venderebbe per 100 € ?".

Il proprietario non ha problemi:
"Certo, lo prenda pure, ne ho tanti".
Allora il signore, facendo finta di essere scarsamente interessato, chiede:
"Senta, non mi regalerebbe anche quel piattino su cui il gatto sta mangiando? Mi sembra che ci sia molto affezionato".
E l'antiquario:
"Mi dispiace, ma quel piattino lo tengo come portafortuna.Mi ha già fatto vendere 45 gatti!".


Un appuntato dei carabinieri torna a casa con un grande mal di pancia.Chiede alla moglie la borsa dell'acqua calda, ma purtroppo la borsa e' vecchia e perde acqua.Si rivolgono ai vicini:
"Avete per caso una borsa dell'acqua calda da prestarci?".
"No, purtroppo anche la nostra perde acqua.Ma a che vi serve?".
"Per mettermela sulla pancia: ho un gran mal di stomaco".
Allora il vicino gli consiglia:
"Noi in questi casi usiamo il gatto...".
"Ma come, il gatto?".
"Si', è un bel gattone grosso, peloso...".
"Ma non è che graffia?".
"Nooo, è buonissimo... Sulla pancia poi da' tanto caldo...".
L'appuntato prende il gatto e se lo porta via.L'indomani il vicino sente suonare e va ad aprire la porta.Gli si presenta l'appuntato tutto graffiato in faccia, con nelle mani un fagotto in cui ha chiuso il gatto.
"Ma che e' successo?" domanda il vicino.
"Beh, guardi, fino a che si e' trattato di mettergli l'imbuto in bocca non ha detto niente... ma quando ho provato a versare l'acqua calda........"


Qual e' il colmo per un gatto che attraversa la strada?
Essere investito da una Topolino!



Dal veterinario:
"Mi e' morto il gattino dieci giorni orsono, non avrebbe qualcosa contro i vermi?".


All'interno di una caserma ci sono un maresciallo e un brigadiere. Un giorno arriva una persona e regala loro due gatti. Il brigadiere dice al maresciallo:
"E ora come facciamo a riconoscerli?"
Il maresciallo risponde: "Sacrifico la bellezza del mio gatto e gli taglio la punta dell'orecchio sinistro."
I due gatti escono e il giorno dopo si ritrovano entrambi con la punta dell'orecchio sinistro mancante.
Il giorno seguente, non potendoli riconoscere dall'orecchio, il brigadiere dice: "Sacrifico la bellezza del mio gatto e gli taglio la punta dell'orecchio destro."
Il giorno seguente i gatti si ritrovano entrambi con la punta dell'orecchio destro mancante.
Il giorno dopo il maresciallo dice:
"Questa volta sacrifico il mio gatto e gli taglio la coda!".
Il giorno successivo entrambi i gatti rientrano in caserma senza coda.
Il maresciallo dice all'appuntato:
"E adesso come facciamo a riconoscerli?"
Risponde l'appuntato e dice:
"Marescià, mi è venuta un'idea!! Io mi prendo il gatto bianco e lei si prende quello nero!".



"Cara, neppure stasera hai portato fuori il gatto ...".
Lei respiro' profondamente prima di rispondere:
"Ma, caro ... lo sai ... il gatto e' morto da una settimana ...".
Lui:
"Beh, motivo in piu' per farlo ..."



Cosa fanno dodici gatti siamesi
fanno un gatto sia...anno!


Cosa fa un gatto davanti all'edicola?
Aspetta che esca... Topolino!


Un tizio si vuole disfare del suo gatto e chiede aiuto ad un amico che gli consiglia:
"Portalo dalla parte opposta della citta' e abbandonalo li".
Il tizio fa cosi', ma il giorno dopo il gatto si presenta alla porta di casa sua. Il tizio torna dall'amico che gli consiglia:
"Porta il gatto in un'altra citta'' e abbandonalo li".
Il tizio fa cosi', ma il giorno dopo il gatto si ripresenta ancora a casa sua. Il tizio ritorna dall'amico che gli consiglia:
"Prendi la macchina, imbocca l'autostrada, esci al quinto casello, percorri la strada statale per 15 Km, poi prendi la terza stradina a destra e quindi la quarta a sinistra che porta nel bosco, quindi segui il ruscello dentro al bosco per 2 Km e abbandonalo li".
Il giorno dopo i due amici si rivedono e quello che aveva dato i consigli chiede:
"Allora, stavolta sei riuscito a sbarazzarti del gatto?".
"Ma che scherzi? Anzi se non era per il gatto, quando mai sarei riuscito a tornare a casa?".

Un signore, dovendo partire per lavoro, ha il problema di trovare qualcuno che gli custodisca il suo amatissimo gatto durante il periodo in cui starà via. Chiede la disponibilità di amici e parenti, e alla fine decide di affidarlo al proprio fratello. Qualche giorno dopo telefona per avere notizie della bestiola.
"E' morto." dice lapidario il fratello.
"Cosa?!! E me lo dici così?!!" urla l'altro alterato.
"E come te lo dovevo dire? E' caduto da un albero molto alto e ha sbattuto la testa!". "Ma lo sai come c'ero affezionato! Era quasi un figlio per me! Potevi usare un po' più di tatto! Oggi potevi dirmi che era salito sul tetto della casa e che i pompieri stavano tentando di farlo scendere. Ti avrei chiamato domani e mi avresti potuto dire che c'erano state dei problemi e che lo avevate portato dal veterinario. Dopodomani mi avresti avvertito che era stato operato ma che non si sapeva ancora nulla; infine, con un certo garbo, mi avresti detto che erano intervenute delle complicazioni e che il mio micio non ce l'aveva fatta... Ecco come avresti dovuto darmi la notizia!".
"Beh, mi dispiace molto che tu l'abbia presa così... non credevo..."
"Va bene, va bene... Forse mi sono arrabbiato troppo... Cambiamo discorso... Come sta nostra madre?".
"Nostra madre?".
"Sì, nostra madre... Come sta?".
"Mmm... E' sul tetto. I pompieri stanno tentando di farla scendere"

venerdì 28 agosto 2009

Siete davvero in grado di tenere un animale in casa?



RICERCHE sulle probabilità di vita di coloro che hanno subìto un attacco cardiaco indicano che le prospettive di chi tiene un animale in casa sono migliori rispetto a chi non lo tiene. Sembra che la compagnia di animali docili abbia un effetto rilassante. Gli animali sembrano anche esercitare un’influenza benefica sugli handicappati fisici e mentali e su coloro che soffrono di disturbi nervosi.
Prima di decidere di acquistare un animale, però, ci sono alcune domande su cui riflettere, per il bene vostro, di chi vi sta intorno e dell’animale stesso. Rispondendo in maniera obiettiva eviterete di commettere un costoso errore.
Le vostre abitudini vi permettono di avere la debita cura di un animale? Vi assentate da casa per lunghi periodi di tempo? I bambini sono abbastanza grandi da capire cosa significa tenere un animale? Avete sufficiente spazio per il tipo di animale che pensate di prendere, o sareste costretti a tenerlo per la maggior parte del tempo in uno spazio angusto? Riflettete su queste domande prima di prendere l’animale.
“Il mio bambino” dovrebbe avere un animale?
Spesso si sente ripetere che ‘è bene che i bambini imparino a convivere con gli animali’. La chiave è la parola “imparino”: devono quindi essere abbastanza grandi da poter imparare.
I bambini molto piccoli non capiscono che schiacciando e comprimendo un animale possono fargli male anche in modo irreversibile. Perciò a una madre il cui bimbo di tre anni voleva un porcellino d’India il veterinario disse che il bambino era troppo piccolo per possedere un animale così indifeso. Il veterinario raccomandò alla madre di aspettare alcuni anni prima di regalare al figlio un animale domestico.
Forse i genitori pensano di poter facilmente dare istruzioni al figlio su come trattare l’animale. La cosa però può richiedere più tempo e pazienza di quanto avessero preventivato, e spesso è l’animale a farne le spese.
Come i genitori ben sanno, i figli possono essere insistenti quando vogliono qualcosa. Perciò in molti casi i genitori si arrendono: “Va bene, te lo compro, ma ci dovrai pensare tu”. I bambini però dimenticano facilmente, come dimenticano di pulirsi le scarpe sullo zerbino prima di entrare in casa. Sarebbe rischioso lasciare una creatura vivente in balìa di un bambino piccolo senza l’opportuno controllo di un adulto.
Ciò che può accadere è illustrato da una famiglia ai cui bambini fu permesso di tenere dei conigli. Un giorno il nonno passò vicino alle gabbie e vide che i conigli non avevano da mangiare e che le gabbie non erano state pulite da molto tempo. Una coniglia si era consumata i denti nel tentativo di uscire dalla gabbia in cerca di cibo.
Che lezione si può imparare? Che se pensate di dare a vostro figlio la responsabilità di un animale domestico, dovete tener presente che, a prescindere dal fascino che un gattino o un cucciolo possono esercitare e dagli occhi supplichevoli di vostro figlio, il responsabile effettivo dell’animale dovrà comunque essere l’adulto. L’entusiasmo dei bambini fa presto a svanire.
Gatti e cani
Oggi che molti mariti e mogli sono fuori tutto il giorno per motivi di lavoro, quello dei gatti e dei cani che rimangono soli negli appartamenti è un problema sempre più diffuso. Per esempio, una donna andò dal veterinario per far sopprimere il proprio gatto che si comportava in modo strano. Quando il veterinario scoprì che il gatto rimaneva chiuso nell’appartamento da solo per molte ore al giorno, concluse che questa poteva essere la causa del problema. Anche se i gatti fanno in genere vita tranquilla, hanno ugualmente bisogno del contatto con la loro “famiglia” umana. Altri animali soffrono perché vengono lasciati nelle automobili chiuse senza la necessaria ventilazione.
Anche tenere un cane comporta delle responsabilità. I cani hanno bisogno di potersi muovere. Non basta portare un cane a fare una passeggiata una volta al giorno e poi lasciarlo da solo in un’oscura cantina (dove ha già trascorso la notte) o incatenarlo a un corto guinzaglio. Una famiglia in Inghilterra aveva un agile cane da pastore ma nessuna pecora! Il cane divenne nevrotico e dovette essere ceduto a un allevatore.
Perciò chiunque desideri veramente un animale dovrebbe valutare se è disposto a fare i sacrifici quotidiani necessari per mantenerlo in buona salute. Ha il posto adatto per tenerlo e averne cura? Non dimenticate inoltre che gli animali mangiano, e quelli grossi mangiano molto! Questa voce può incidere notevolmente sul vostro bilancio, un ulteriore fattore da soppesare. Gli animali si ammalano, e il costo delle spese mediche può sorprendervi.
Un altro fattore ancora è l’igiene. La lingua di molti animali è anche il mezzo con cui si lavano, e lo usano per tutte le parti del corpo! Mentre gli animali sono in grado di neutralizzare i germi che ingeriscono, i bambini potrebbero non esserlo. Perciò non incoraggiate vostro figlio a baciare un animale. Anche lasciare che l’animale lecchi il viso e le mani di vostro figlio può esporlo a malattie, inclusi i vermi. Quando ciò succede, si può evitare l’infezione lavando subito la parte con acqua e sapone. Gli animali dovrebbero avere il proprio piatto e non si dovrebbe permettere loro di leccare i piatti usati dagli uomini. Gli animali possono portare pulci e altri insetti “indesiderabili” in casa. Alcuni proprietari di cani saggiamente non li lasciano entrare in casa.
Uccelli e pesci
‘Che dire allora di un uccello?’, direte. ‘È molto più semplice: basta tenerlo in gabbia e dargli ogni tanto da mangiare’. I pappagallini ondulati o parrocchetti sono molto popolari e possono imparare a ripetere qualche parola. Anche i canarini, col loro canto melodioso, sono una delizia. Ma pure gli uccelli hanno bisogno di molta cura.
Un esperto scrive: “Il pappagallino ondulato è una creatura vivace e allegra. . . . Nel momento in cui si acquista un uccello ci si assume la responsabilità del suo benessere. Cognizioni insufficienti sull’alimentazione, le esigenze di spazio, ecc., e una scarsa comprensione della natura e delle caratteristiche dell’uccello hanno condannato nel corso degli anni innumerevoli pappagallini a condurre una vita grama, maltrattati e destinati a una morte prematura. Perciò, pensateci bene prima di entrare in un negozio di animali”.
Ciò che si è detto circa l’igiene degli animali più grossi vale anche per gli uccelli, i quali si puliscono col becco. Non sarebbe certo saggio lasciare che un pappagallino vada in giro sulla tavola infilando il becco nello zucchero e in altri cibi; non sarebbe nemmeno prudente lasciare che un uccello prendesse il cibo dalla vostra bocca o dal vostro piatto. E un uccello libero in casa può fare i suoi bisogni nei posti più imbarazzanti.
Che dire dei pesci? A molte famiglie piace tenere nel soggiorno un acquario di pesci tropicali ed esotici. Osservarli è rilassante. Ma danno meno preoccupazioni? Al contrario, un piccolo errore nella regolazione della temperatura dell’acqua o nell’ossigenazione, illuminazione, pulizia o alimentazione può provocare una moria di pesci. Sì, anche i pesci richiedono cure competenti.
Buon senso ed equilibrio
Se state pensando di acquistare un animale o ne avete già uno, è indispensabile che abbiate una conoscenza basilare delle sue esigenze alimentari e di salute. Pochi minuti di istruzioni non bastano. Si trovano facilmente libri su come aver cura degli animali domestici, e di solito i negozi di animali hanno pubblicazioni di carattere pratico sull’argomento.
Se desideriamo tenere degli animali vale certo la pena fare uno sforzo per conoscere ciò di cui hanno bisogno. Allora la vita insieme sarà un piacere, sia per il padrone che per l’animale.



PENSIERO BIBLICO
Nell’antico Israele Dio riteneva i proprietari di animali responsabili del modo in cui ne avevano cura. — Esodo 23:4, 5; Deuteronomio 22:10; 25:4; Proverbi 12:10.


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